Marmomac riunisce a Verona imprese della pietra naturale, produttori di macchine e tecnologie, progettisti e operatori internazionali. Nella sua 60ª edizione, dal 22 al 25 settembre 2026, ha accolto a Veronafiere oltre 1.300 espositori da 54 Paesi. Accanto alla dimensione commerciale, il padiglione 10 ha ospitato The Bedrock, uno spazio culturale con quattro mostre dedicate al rapporto tra pietra, architettura e ricerca.

Tre di queste hanno osservato il materiale a scale diverse: la superficie degli interni, gli elementi della costruzione e le possibilità aperte dalle tecnologie di lavorazione. Giuseppe Fallacara ha invece indagato il futuro di archi e volte con i prototipi sviluppati da 17 università.

In Marble Interiors, Davide Fabio Colaci ha preso in esame dieci progetti di architettura d’interni realizzati tra il 1953 e il 2022, con opere di Gio Ponti, Adolf Loos, BBPR, Aldo Rossi ed Ettore Sottsass accanto a esperienze contemporanee. Fotografie e disegni documentano i lavori originali; un pavimento intarsiato ne propone una rilettura materica. Per realizzarlo sono stati utilizzati frammenti, sfridi e parti residue di lastre, ricomposti secondo forme, colori e lavorazioni che richiamano i progetti esposti.

Con On Stone – Learning from Lessinia, Joseph Grima e Space Caviar hanno guardato invece all’architettura vernacolare del territorio a nord di Verona. Tetti, pareti, porte, finestre e scale di una casa tradizionale sono disposti come parti di un’assonometria esplosa, che mostra come la pietra sia impiegata in ciascun elemento dell’edificio. Alcuni componenti provengono da costruzioni originali, altri sono stati realizzati da aziende locali con tecniche tradizionali. Una selezione di progetti internazionali mette poi questa cultura costruttiva in relazione con le ricerche contemporanee.

La mostra Carisma Materico, curata da Raffaello Galiotto, ha spostato l’attenzione sul rapporto tra progetto digitale e lavorazione della pietra. Quattro installazioni ne mettono alla prova peso, profondità e capacità di filtrare la luce. Un grande volume in travertino, apparentemente massiccio, è in realtà composto da tre lastre; una parete ricavata con taglio a getto d’acqua ricompone gli elementi senza produrre scarti. A completare il percorso una piramide di pietra spaccata che diventa spazio percorribile e Partitura in Marmo, basata sui listelli in Botticino progettati da Mario Botta per il Teatro alla Scala di Milano.

Infine, la quarta mostra di The Bedrock – C’era una volta il “cielo” dell’architettura, curata da Giuseppe Fallacara – è dedicata ad archi e volte in pietra: raccoglie i prototipi sviluppati da 17 università italiane e internazionali nell’ambito di Marmomac Meets Academies 2026, tra stereotomia, progettazione computazionale e fabbricazione digitale.