Da dieci anni Cristian Chironi (Nuoro, 1974) ha scelto di sviluppare le proprie esperienze artistiche all’interno delle architetture progettate da Le Corbusier nel mondo: 12 nazioni, di cui 7 già visitate, dove l’artista soggiorna per periodi variabili.
La sua pratica assume l’abitare come dispositivo critico: rinunciando alla proprietà in un tempo di instabilità economica, elegge le case di Le Corbusier a osservatori privilegiati da cui interrogare, nei diversi contesti culturali, l’eredità modernista e lo stato attuale della “casa degli uomini”.
La più recente di queste esperienze si sviluppa a Tunisi dove, sulla collina di Sainte Monique a Cartagine, si trova Villa Baizeau, l’unico edificio progettato da Le Corbusier in Tunisia, costruita tra il 1928 e il 1930. Qui la residenza d’artista di Chironi è però solo virtuale perché la villa, che sorge all’interno della tenuta presidenziale, è off-limits.
Chironi, che risiede invece nella Medina, ha così messo a punto un insieme di interventi interdisciplinari che in parte si sono già svolti e in parte – con la mostra My house is a Le Corbusier (Villa Baizeau) presso La Boîte – Centre d’Art & d’Architecture, sono tuttora in corso (la mostra si conclude il 17 giugno, seguirà la pubblicazione di un libro che raccoglie e restituisce l’esperienza).

L’inaccessibilità di Villa Baizeau e la scelta della Medina come residenza d’artista sono una metafora dell’inaccessibilità del Modernismo quando viene messo a confronto con la vitalità – e le urgenze abitative – della città reale e dei suoi abitanti. Anche se pensata per adattarsi al clima caldo, con i suoi volumi sospesi capaci di favorire ombra e ventilazione, Villa Baizeau si impone radicalmente nel luogo, così come si imponeva il dominio coloniale occidentale di cui quest’architettura è espressione.
Tra le azioni già intraprese nel percorso tunisino vi è stato un incontro, organizzato da La Boîte – Centre d’Art & d’Architecture e Atra, in partnership con l’Istituto Italiano di Cultura di Tunisi e Ambasciata d’Italia, come parte della X edizione della Giornata del Design Italiano nel Mondo promossa dal Ministero degli Affari Esteri italiano in collaborazione con il Ministero della Cultura e, il 24 e 25 marzo, le performance itineranti Carthage Drive, a bordo di una Fiat 127 Special che a sua volta ha una lunga storia: proprietà di Costantino Nivola, il nipote Daniele vi trasportò fino a Orani – paese natale di Nivola e dello stesso Chironi – sculture e schizzi di Nivola e di altri artisti (esposte nella mostra video e fotografie delle performance on-the-road).

Ulteriore capitolo visivo del progetto la LC Postcards Collection, presso la Chapelle Sainte-Monique a Cartagine.


In dieci anni Chironi ha già abitato il Padiglione de l’Esprit Nouveau a Bologna, l’Appartamento-Studio di Le Corbusier a Parigi (con incursioni al Padiglione Svizzero e alla Cité de Refuge), l’Unité d’Habitation di Marsiglia, il Pierre Jeanneret Museum a Chandigarh, Casa Curutchet a La Plata, l’Unité d’Habitation a Berlino e la Maison Blanche a La Chaux-de-Fonds. Dopo l’esperienza di Tunisi il percorso proseguirà con Anversa, Cambridge, Tokyo, Baghdad e Mosca.

Crediti
My house is a Le Corbusier (Villa Baizeau) è un progetto di Cristian Chironi
Prodotto da
- La Boîte – Centre d’Art & d’Architecture
- Istituto Italiano di Cultura di Tunisi e Ambasciata d’Italia
- Associazione Svizzera per la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (Dsc)
In collaborazione con:
- Fondation Le Corbusier (Parigi)
- Association Tunisienne de Recherche en Architecture (Atra)
- École Nationale d’Architecture & Urbanisme (Enau)
- Institut des Hautes Études Commerciales de Carthage (Ihec Carthage)
- Mauto – Museo Nazionale dell’Automobile (Torino)
- Carrozzeria F.lli Schimmenti (Santena, Torino)