Il futuro ancestrale di Casa Superlimão

Il padiglione realizzato dallo studio Superlimão per la Biennale di Architettura Brasiliana di São Paulo (fino al 30 aprile 2026) combina metodi di costruzione high-tech, come il calcestruzzo a stampa 3D con cui sono realizzati i pilastri strutturali, con le tradizioni costruttive con le quali da sempre l’uomo si è adattato alle diverse condizioni climatiche del vasto territorio brasiliano.

 

La costruzione del padiglione (ph. ©Israel Gollino).

 

Secondo l’architetto Lula Gouveia, socio di Superlimão, il progetto guarda al futuro delle costruzioni a partire dalle conoscenze accumulate nel tempo, anziché rimpiazzarle.
«L’architettura ha sempre risposto al clima, al territorio e alle condizioni disponibili. Molte soluzioni che oggi chiamiamo tradizionali sono nate da questa intelligenza costruttiva. Il progetto rivisita questi saperi e li mette in dialogo con le tecnologie attuali».

Combinando la razionalità della forma quadrata con l’efficienza strutturale della forma circolare, il padiglione adotta una pianta esagonale e si posa su un solaio – realizzato con legno di riuso – sollevato da terra, soluzione presente in molte parti del Brasile, dalle palafitte del nord, adatte ad aree soggette a inondazioni, alle case rialzate del sud, che proteggono dall’umidità del terreno. Uno strato di ventilazione sotto l’edificio, contribuisce al comfort termico e preserva la permeabilità del suolo.

 

Ph. ©Israel Gollino

 

La ricerca sui sistemi costruttivi si estende agli elementi strutturali. I pilastri sono prodotti con stampa 3D in calcestruzzo e si basano su una logica biomimetica ispirata alla sezione trasversale del fusto delle foglie di banano, in cui cavità e fibre si organizzano in modo da equilibrare leggerezza e resistenza. Allo stesso modo, i pilastri adottano una configurazione alveolare, resa possibile dalla fabbricazione digitale, che permette di ridurre la quantità di materiale senza compromettere le prestazioni strutturali, risultando in componenti più leggeri, resistenti ed efficienti. Le cavità interne inoltre permettono di integrare infrastrutture e impianti idraulici all’interno delle colonne strutturali.

 

Ph. ©Israel Gollino

 

Come copertura, il padiglione adotta una struttura in legno ingegnerizzato nella quale ogni elemento sostiene ed è sostenuto dagli altri, formando un sistema interdipendente che distribuisce meglio gli sforzi strutturali. Ispirata a schemi presenti nell’organizzazione di foglie e fiori, questa configurazione dà origine a una struttura leggera e resistente. «Si tratta di un sistema in cui tutte le parti lavorano insieme – spiega Lula Gouveia – secondo una logica ‘collettiva’ simile a molti sistemi ecologici che osserviamo in natura».

 

Ph. ©Israel Gollino

 

Per quanto riguarda le chiusure laterali, il progetto riprende un elemento ricorrente dell’architettura brasiliana, il cobogó, (un mattone traforato ideato nel Novecento dagli ingegneri Coimbra, Boeckmann e Góis) che consente il passaggio di aria e luce e favorisce la ventilazione incrociata continua. Le pareti sono composte da pannelli in lana di Pet riciclato dalle ottime prestazioni termiche e acustiche, mentre nelle parti opache sono intonacati con finitura a base di terra, permettendo alle superfici di funzionare come pareti traspiranti contribuendo alla regolazione dell’umidità interna.

 

Ph. ©Israel Gollino.

 

La ventilazione incrociata è completata da un lucernario centrale che aumenta l’ingresso di luce naturale e favorire la fuoriuscita dell’aria calda. Allo stesso tempo, il progetto rafforza la relazione tra interno ed esterno valorizzando la vista del parco, incorniciata dalle finestre e dai cobogó, incorporandola direttamente nell’esperienza spaziale.

Nonostante il linguaggio contemporaneo, il progetto dialoga con riferimenti riconoscibili dell’architettura brasiliana, evocando strutture come le capanne indigene, i chioschi delle città dell’entroterra e costruzioni vernacolari aperte e permeabili. «L’idea è stata quella di proporre qualcosa con cui ogni brasiliano potesse identificarsi, indipendentemente dalla regione in cui vive», conclude Lula.

Unendo tecniche tradizionali, sistemi naturali e tecnologie digitali, Casa Superlimão sintetizza la riflessione proposta dalla Biennale di São Paulo e indica una possibile direzione per un’architettura brasiliana che riconosce nel territorio, nel clima e nei saperi tradizionali un patrimonio attivo, capace di aggiornarsi e assumere nuove forme grazie alle tecnologie e agli strumenti contemporanei, comprese le pratiche biomimetiche, che avvicinano la costruzione a logiche più efficienti e integrate con la natura, e in questo modo amplia il campo di ricerca sul futuro dell’architettura.

 

 

Crediti
  • Località São Paulo, Parque Ibirapuera, Bienal de Arquitetura Brasileira
  • Progetto architettonico Superlimão Equipe de Arquitetura
  • Team di progetto Antonio Carlos Figueira de Mello, Diogo Matsui, ináia Botura, Leticia Domingues, Leticia Reis, Lula Gouveia, Thiago Rodrigues, Vitória Mendes
  • Progetto strutturale calcestruzzo Pasqua & Graziano associados
  • Project management Tools Engenharia
  • Gestione e realizzazione dell’opera Edifisa Engenharia
  • Progetto illuminotecnico Samlux Iluminação
  • Sponsor e partner Abracime (legno ingegnerizzato), Protende Mhk Ingegneria, Nidus (Innovation Learning Environment dell’Università di São Paulo), Hubic, DCLab e CN2 – Smart Construction, Sketchup

© 2020 IoArch. All Rights Reserved.

Scroll To Top