Secondo i consuntivi elaborati dal Centro Studi di FederlegnoArredo, la filiera Legno-Arredo italiana – che conta oltre 62.000 imprese e più di 292.000 addetti – chiude il 2025 con un fatturato alla produzione che supera i 52,2 miliardi di euro, segnando una crescita dell’1,4% rispetto al 2024.
A sostenere la crescita del 2025 è soprattutto il mercato interno, che raggiunge quasi 33 miliardi di euro (+2%), grazie alla tenuta del comparto residenziale e a una maggiore dinamicità del non residenziale, nonostante il progressivo ridimensionamento degli incentivi fiscali legati alla casa. Le esportazioni si mantengono sostanzialmente stabili (+0,4%) per oltre 19,3 miliardi di euro.
«Il 2025 segna un ritorno alla crescita per la nostra filiera, ma è molto probabile che si tratti di un equilibrio fragile, momentaneo – commenta il presidente di FederlegnoArredo, Claudio Feltrin. E non potrebbe essere diversamente, dato il contesto economico e geopolitico così complesso e sottoposto a cambi repentini di scenario che rendono praticamente vana ogni previsione o ragionamento a lungo termine. Va altresì evidenziato come l’andamento complessivamente positivo sia sostenuto in larga parte dal mercato interno. L’export evidenzia segnali di rallentamento nei mercati tradizionali, a partire da Stati Uniti e Francia, che chiudono il 2025 rispettivamente a -3,9% e -1,5%. Gli Stati Uniti, che rappresentano quasi il 75% dell’export della filiera nel continente, con una quota del 10,7% sul totale, condizionano in modo determinante l’andamento complessivo dell’area».

Sul fronte dell’export l’Europa si conferma il primo sbocco commerciale, coprendo oltre i due terzi del totale: la Francia; la Germania (1,9 miliardi) ha mostrato segnali di ripresa soprattutto nella seconda parte dell’anno e chiude il 2025 a + 2%. Prosegue l’andamento positivo della Spagna (864 milioni) a +1,7% che supera la Svizzera (860 milioni) mentre extra UE il Regno Unito (1,3 miliardi) registra una crescita sostenuta del +3,7%. Gli Emirati Arabi Uniti, (497 milioni) grazie al dato positivo del 2025 (+5,8%), opposto a quello cinese (-5,9%), guadagnano la settima posizione proprio sulla Cina (465 milioni). Infine, Austria e Paesi Bassi chiudono la Top Ten con un + 0,2% e un +7,1%.
L’area Mediorientale, interessata direttamente o indirettamente dalla guerra, rappresenta il 7% delle esportazioni totali della filiera e a fine 2025 ha segnato un -1,5% complessivo, nonostante il contributo positivo di Emirati Arabi Uniti e Israele che tuttavia non sono sufficienti a compensare la flessione dell’Arabia Saudita (-19,7%).

Ma dagli Stati Uniti arriva un forte campanello d’allarme: l’export di mobili a gennaio 2026 registra una flessione del -28,5% rispetto a gennaio 2024. Allo stesso tempo, prosegue Feltrin, «l’UE ha visto aumentare le importazioni dalla Cina dell’1,3% mentre gli altri paesi extra UE, esclusa la Cina, calano dell’1,6% con una sostituzione nelle quote di mercato. Capiremo nei prossimi mesi se si tratta di un’eccezione o di un trend, in ogni caso è un segnale chiaro della necessità di diversificare la nostra presenza internazionale. Resta pertanto centrale il tema della competitività internazionale, e il Salone del Mobile di aprile rappresenta un appuntamento ancor più strategico per aziende di ogni dimensione: è il luogo in cui, con il minimo sforzo, si ottiene il massimo risultato nel confronto diretto con il mercato. Non esiste alternativa fisica, digitale o show room capace di offrire la stessa concentrazione di opportunità e visibilità».
Macrosistema Arredamento
Il Macrosistema Arredamento chiude il 2025 con un fatturato di oltre 27,7 miliardi di euro (+0,9%). Determinante il contributo del mercato italiano (+2,7%), pari a 13,5 miliardi di euro, mentre le esportazioni (14,2 miliardi di euro) registrano una lieve flessione (-0,8%), risentendo delle difficoltà nei principali mercati, in particolare Stati Uniti e Francia. La Francia, prima destinazione, chiude l’anno a -1,6%, ma sono gli Stati Uniti, secondo mercato assoluto e primo extraeuropeo, a subire la flessione più importante (-4,9% per 83 milioni di euro in meno rispetto al 2024). Stabile la Germania, terza (-0,1%), mentre il Regno Unito, quarto, registra un +1,7%. Il saldo commerciale resta comunque ampiamente positivo e in crescita, sfiorando i 9 miliardi di euro, confermando il ruolo strategico dell’arredo nella bilancia commerciale della filiera. Le imprese nel 2025 sono poco sopra le 20.200, per oltre 138.500 addetti.

Arredobagno e Cucine
Il Sistema Arredobagno si distingue per una crescita del +2,1%, raggiungendo un fatturato di poco inferiore ai 4,3 miliardi di euro. Il risultato è sostenuto sia dal mercato interno (+2%) sia dalle esportazioni (+2,2%), che tornano a crescere grazie soprattutto alla domanda europea, con la Germania in forte espansione.
Andamento positivo anche per il comparto delle Cucine, che nel 2025 supera i 3 miliardi di euro di fatturato (+1,5%). In questo caso la crescita è trainata esclusivamente dal mercato italiano (+5%), mentre le esportazioni registrano una flessione (-5%), risentendo in particolare del rallentamento dei principali mercati esteri, tra cui Francia e Stati Uniti.
Nel complesso, entrambi i comparti evidenziano come la domanda interna continui a rappresentare un fattore chiave di stabilità per il settore, in un contesto internazionale ancora incerto, ma al tempo stesso confermano la necessità di rafforzare il posizionamento sui mercati esteri per sostenere la crescita nel medio periodo.
Macrosistema Legno
Il Macrosistema Legno (compreso il Commercio Legno) registra un fatturato di 24,5 miliardi di euro (+1,9%), con una crescita trainata prevalentemente dall’aumento dei prezzi più che dei volumi, evidenziando una domanda ancora debole; le esportazioni mostrano un buon andamento (+3,6%), ma resta penalizzato dal forte incremento delle importazioni (+13,6%).