Apre a Saint-Étienne la prima Galerie nationale du design di Francia

Dal 10 giugno 2026 la Francia si dota di un luogo dedicato in modo esclusivo al design: la Galerie nationale du design apre alla Cité du design di Saint-Étienne, all’interno dell’ex Manifattura d’armi riconvertita. Un progetto atteso da anni che dà forma a un patrimonio finora diffuso tra istituzioni diverse, mettendolo in relazione attraverso mostre temporanee e un modello curatoriale aperto.

 

La nuova galleria si inserisce all’interno della Cité du design, attiva dal 2009 negli spazi dell’ex Manifattura d’armi, ph. ©Louis Chevalier.

 

La nuova istituzione nasce dalla collaborazione tra EPCC Cité du design – Ésad Saint-Étienne e il Musée d’art moderne et contemporain de Saint-Étienne Métropole, con l’obiettivo di rendere visibili le collezioni pubbliche di design francesi, tra le più ricche in Europa. Il format è volutamente dinamico: nessuna collezione permanente, ma esposizioni annuali affidate a curatori invitati, costruite a partire da opere provenienti da musei e archivi nazionali, dal Centre Pompidou al Cnap.

 

Elementi di allestimento progettati da Éric Benqué organizzano lo spazio espositivo attraverso strutture modulari in legno.

 

A inaugurare la programmazione è la mostra Design en main. Du langage à l’objet (11 giugno 2026 – 7 marzo 2027), curata dalla storica del design Laurence Mauderli. Il percorso riunisce circa 400 pezzi tra oggetti, prototipi e materiali d’archivio, proponendo una lettura che mette in relazione linguaggio e progetto: le espressioni legate alla “mano” diventano chiavi interpretative per comprendere il design come sistema di segni, pratiche e usi.

 

La grande navata espositiva, caratterizzata da luce naturale diffusa e struttura a campate, definisce uno spazio continuo e flessibile per mostre temporanee.

 

Il percorso copre un arco ampio, dal XIX secolo alla contemporaneità, intrecciando la storia industriale di Saint-Étienne con quella internazionale del progetto. Ne emerge una lettura che mette in evidenza continuità, rotture e riusi, mostrando come gli oggetti, nel loro passaggio “di mano in mano”, incorporino memoria e trasformazione.

 

Fanno parte della collezione anche le Forchette parlanti di Bruno Munari, 1958.

 

Il progetto si inserisce in un contesto urbano già fortemente connotato, quello della Cité du design, che affianca alla nuova galleria spazi come La Platine e la Biennale Internationale Design Saint-Étienne. Con oltre 1.000 metri quadrati a disposizione, la Galerie si configura come piattaforma culturale oltre che espositiva, orientata a un pubblico ampio e non specialistico.

 

Gae Aulenti, tavolo Tour, 1993, donato da Fontana Arte nel 2009, Centre Pompidou, Parigi, Musée National d’Art Moderne | © Gae Aulenti © Centre Pompidou, MNAM/Philippe Migeat/ Dist. GrandPalaisRmn.

© 2020 IoArch. All Rights Reserved.

Scroll To Top