In occasione del centenario della sua fondazione, l’Università Iuav di Venezia ha inaugurato nella sede dei Tolentini due mostre dedicate al pensiero e al lascito culturale dell’opera di Vittorio Gregotti, architetto e intellettuale che all’Università Iuav fu anche docente.
Così commenta il rettore dell’ateneo veneziano Benno Albrecht: «Vittorio Gregotti usualmente diceva che nell’architettura e nella cultura contemporanea ‘c’è solo novità ma non c’è nuovo’. Gregotti è stata una persona che cercava invece il Nuovo. Collaborando con Gregotti abbiamo capito che progettare ha un valore forte, che le possibilità del progetto sono vaste e ampie, che non bisogna limitarsi, ma avere invece coraggio e sfidare la realtà e immaginare mondi possibili, il tutto naturalmente con realismo e tecnica sviluppata. Il Nuovo era entrato a Iuav con Gregotti e il suo pensiero è stato dimostrato efficace e praticamente impresso nel futuro di gran parte delle città italiane. A Venezia nonostante i suoi significativi progetti, stranamente non è stato così, per cause contingenti e per una mancata presa di coscienza».

Negli spazi del rettorato, nella sede dei Tolentini, è stata inaugurata la mostra “Vittorio Gregotti e Venezia” a cura di PierAntonio Val, aperta al pubblico fino al 31 luglio 2026. In esposizione 10 pubblicazioni dedicate a Venezia, un decalogo, tratto dall’editoriale di Casabella e riproposto in ‘Lezioni veneziane’, rivolto alle future generazioni di architetti e una selezione di 10 progetti per la città lagunare, compreso quello per il sistema di accesso al centro storico di Venezia, sviluppato nell’ambito dell’incarico per il piano particolareggiato del Tronchetto. «Una proposta innovativa e avveniristica, capace di mettere in relazione centro storico, laguna e Mestre – spiega PierAntonio Val. Uno degli elementi più significativi era il raddoppio della stazione ferroviaria, con una parte orientata verso la laguna. Attraverso un sistema di tapis roulant sarebbe stato possibile attraversare pedonalmente il ponte e raggiungere rapidamente i mezzi acquei collocati sui due lati, favorendo così gli spostamenti esterni alla laguna e contribuendo a decongestionare piazzale Roma e il Canal Grande».

Nella sala Scarpa della Biblioteca ai Tolentini, sede del Fondo Vittorio Gregotti donato dall’architetto all’Università Iuav di Venezia, si è inaugurata invece la mostra La didattica come progetto di architettura. Le lezioni veneziane di Vittorio Gregotti a cura di Guido Morpurgo e Antonella D’Aulerio, che fino al 29 maggio apre per la prima volta alla consultazione e alla ricostruzione critica la biblioteca di lavoro e l’archivio di manoscritti dell’architetto.

Come spiega Guido Morpurgo, «l’Università Iuav di Venezia dispone della collezione di manoscritti che Gregotti utilizzava per scrivere i suoi libri, organizzare i seminari e mettere in fila gli argomenti delle lezioni dei suoi corsi. Abbiamo ricevuto questo enorme archivio e abbiamo ricostruito la sua biblioteca così com’era allestita nella casa di Milano. Tutto è stato catalogato e successivamente abbiamo riordinato l’insieme dei suoi scritti: si è trattato di un lavoro imponente.
Un aspetto particolarmente rilevante è che i suoi libri sono fitti di appunti e commenti: testi che restituiscono una forte vitalità intellettuale e le tracce del suo sistema di pensiero, che aveva saputo sintetizzare in modo molto preciso. Questo emerge chiaramente anche nella forma quasi ‘geroglifica’ con cui scriveva saggi, lezioni e materiali per i seminari.
Abbiamo inoltre selezionato un insieme di conferenze da lui tenute, prodotte anche grazie al dialogo costante con i suoi studenti. È un materiale che nasce all’interno dell’Università Iuav di Venezia e che riesce a trasformare questo scambio con gli studenti in libri e in contributi per riviste».

In mostra anche una poltrona e un tavolo progettati dallo stesso Gregotti, che restituiscono una dimensione più personale del lavoro dell’architetto, tra pratica didattica, ricerca e design.

Le iniziative dedicate a Vittorio Gregotti rientrano nel programma del Centenario dell’Università Iuav di Venezia.