Accanto al Városliget, uno dei più grandi parchi urbani europei, il nuovo intervento firmato Lissoni Casal Ribeiro trasforma un’area dismessa di Budapest in un sistema urbano misto che intreccia uffici, residenze, spazi pubblici e architettura storica.

Il masterplan di Dürer Park nasce infatti dalla riconversione di un lotto in precedenza occupato da una torre direzionale e da un ex monastero dei primi del Novecento poi trasformato in scuola elementare, all’interno di un paesaggio segnato da alberi monumentali e dalla presenza delle ville Art Nouveau del quartiere.
L’intervento si sviluppa nell’ambito della più ampia trasformazione culturale del Liget Park, oggi interessato da nuovi poli museali internazionali come la House of Music Hungary progettata da Sou Fujimoto e la futura New National Gallery di Sanaa.

Il progetto prende forma a partire dal parco e dai suoi alberi monumentali. La conservazione di quelli esistenti ha guidato il posizionamento dei nuovi volumi e la definizione delle loro proporzioni, trasformando il verde in un elemento strutturale del disegno urbano.
L’Office Building 1 occupa l’impronta della precedente torre per limitare il consumo di suolo, mentre l’Office Building 2 nasce dall’ampliamento dell’ex monastero, mantenendone leggibile la memoria storica.

L’Office Building 1 si sviluppa come un volume orizzontale scandito da tre nuclei verticali. La composizione, rigorosa e geometrica, si articola attraverso slittamenti delle solette e variazioni volumetriche che producono arretramenti, doppi volumi e profondità in facciata.

Le superfici vetrate si aprono verso il parco, mentre un sistema di lamelle verticali regola l’irraggiamento solare e definisce l’immagine dell’edificio.
Metalli scuri, vetri dalle tonalità controllate e proporzioni essenziali costruiscono un linguaggio coerente con la ricerca dello studio.

Più stratificato il lavoro sull’Office Building 2, dove il progetto mette in dialogo il corpo storico dell’ex monastero con una nuova ala contemporanea in vetro e profili metallici. Al centro, un atrio di 700 metri quadrati connette le due epoche costruttive, mentre l’ex cappella restaurata viene trasformata in uno spazio per eventi.
L’intervento lavora sul contrasto tra massa muraria storica e leggerezza delle nuove superfici, mantenendo continuità cromatica e materica tra le diverse parti del complesso.
