Conclusi i lavori di restauro iniziati a giugno 2025 al Museo Gypsotheca Antonio Canova di Possagno, ha riaperto al pubblico l’Ala progettata da Carlo Scarpa.
Estensione realizzata nel 1957 della neoclassica gypsotheca, l’Ala Scarpa è una delle opere più importanti dell’architetto veneziano e, al tempo stesso, una struttura particolarmente delicata, sia per le ardite soluzioni tecniche adottate all’epoca, implementate in corso di esecuzione per realizzare un’idea formale tanto splendida quanto poco definita in fase progettuale, sia per la complessità della sua conservazione nel tempo.

Il progetto di restauro è stato preceduto da un lungo lavoro di studio e analisi, fondamentale per comprendere le trasformazioni che hanno interessato l’edificio nel corso degli anni: dalla ricognizione bibliografica e archivistica alle campagne di acquisizione strumentale in situ, fino all’interpretazione critica dei dati, condotte in collaborazione con l’Università Iuav di Venezia.
I lavori si sono concentrati sul cosiddetto Cannocchiale, uno degli spazi più rappresentativi dell’Ala Scarpa, culmine del percorso scarpiano e principale focus percettivo verso le Tre Grazie.

Il progetto è stato sviluppato dallo studio Muratori e Zanon di Padova e verificato e validato in tutte le fasi dal Rup (Responsabile Unico del Progetto), l’ex Soprintendente di Padova Vincenzo Tiné, insieme alla direttrice del Museo Canova Moira Mascotto, Emanuela Sorbo, il direttore operativo Andrea Mantovani e Maria Grazia Martin, restauratrice della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Padova, Treviso e Belluno.
Una prima fase urgente dei lavori ha riguardato la protezione della copertura e la messa in sicurezza dell’area, con particolare attenzione al sistema di smaltimento delle acque piovane, individuato come una delle principali cause del degrado. Successivamente, con i lavori curati dalla ditta Merotto Bau in collaborazione con Asolo Restauri, si è proceduto al rifacimento della copertura, recuperando e riutilizzando, dove possibile, i materiali originali.
All’interno del Cannocchiale sono stati restaurati intonaci, superfici in pietra, elementi lignei e metallici, con lavori curati dalla ditta specializzata OG2 Garbuio, con interventi mirati alla conservazione dell’aspetto originario degli ambienti.

Anche le grandi vetrate sono state oggetto di interventi di protezione e messa in sicurezza.

Gli interventi sono stati realizzati dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Padova, Treviso e Belluno, diretta dalla soprintendente Marta Mazza, in collaborazione con Fondazione Canova presieduta da Massimo Zanetti, il Comune di Possagno, guidato dal sindaco Valerio Favero, e l’Università Iuav di Venezia, con un finanziamento straordinario del Ministero della Cultura di 460.000 euro.