Colori e geometrie dello Yucatán nella stazione di Maxcanú

In Messico, lungo il tracciato del Tren Maya che collega le principali mete turistiche e i siti archeologici della penisola dello Yucatán, la stazione di Maxcanú prende forma a partire dal clima, dai colori e dalla cultura materiale dello Yucatán.

Il progetto di gi21 arquitectura traduce in un’infrastruttura di 6.461 mq alcuni caratteri del territorio, affidandosi a ventilazione naturale, grandi zone d’ombra e una palette cromatica dominata dal rosso cocciniglia.

 

La facciata della stazione è scandita da elementi verticali color rosso cocciniglia che definiscono gli ingressi e contribuiscono all’ombreggiamento, ph. ©Oscar Hernández (Ohfa).

 

Realizzata nel 2024, la stazione si trova lungo la tratta 3 del Tren Maya, circa 65 chilometri a ovest di Mérida, tra la stazione di Campeche e la fermata di Umán.
Il progetto è concepito come uno spazio di transizione in cui il tempo dell’attesa diventa occasione per mantenere un rapporto diretto con luce, vegetazione e spazi aperti.

 

La copertura aggettante e la sequenza dei setti verticali proteggono le facciate dall’irraggiamento diretto. La palette accosta rosso cocciniglia, struttura metallica nera e legno tropicale locale, ph. ©Oscar Hernández (Ohfa).

 

L’edificio assume la forma di un volume curvo e aperto, orientato per intercettare la luce proveniente da est e maggiormente chiuso sul fronte occidentale, più esposto all’irraggiamento. La disposizione degli spazi favorisce la ventilazione naturale incrociata, una delle principali strategie passive adottate per il raffrescamento degli ambienti.

 

Durante la costruzione il progetto è stato adattato alla presenza di cenote e resti archeologici individuati nel sottosuolo, ph. ©Oscar Hernández (Ohfa).

 

Gli elementi che scandiscono la facciata inquadrano gli accessi e accompagnano i percorsi, ma funzionano anche come frangisole, creando una successione di fasce ombreggiate che contribuisce a limitare il surriscaldamento degli spazi.

 

Il giardino entra in rapporto diretto con il volume curvo della stazione. Fanno parte del progetto del verde palme, arbusti regionali e Cassia fistula, ph. ©Oscar Hernández (Ohfa).

 

Nella definizione di questo sistema gi21 arquitectura guarda anche all’architettura preispanica. La sequenza degli elementi verticali rimanda ai sistemi di colonne delle rovine di Palenque, mentre a nord un giardino contemplativo semi-arido rielabora il principio della corte maya, utilizzata storicamente anche per favorire ventilazione e raffrescamento. La sua geometria organica riprende curve e spirali presenti nell’arte murale preispanica.

 

Il giardino semi-arido a nord del complesso rielabora il principio della corte maya, elemento che il progetto recupera anche per le sue qualità di ventilazione e raffrescamento, ph. ©Oscar Hernández (Ohfa).

 

La stazione comprende 1.690 mq destinati a hall, corti, ingressi, biglietterie, servizi igienici e locali di servizio, 1.600 mq per le zone di attesa e imbarco, oltre 1.000 mq di uffici e spazi tecnici e 130 mq di attività commerciali.

Particolare attenzione è riservata alle aree di attesa e alle banchine, schermate da due tipi di gelosie prefabbricate in calcestruzzo, il cui disegno deriva dalle trame dei tessuti regionali.
Nelle sale d’attesa la trama è più aperta per favorire luce e circolazione dell’aria; lungo i binari diventa invece più fitta per aumentare l’ombreggiamento. La variazione produce sulle superfici un disegno mutevole di luce e ombra che richiama la copertura vegetale della foresta maya.

 

All’interno, le gelosie più aperte permettono l’ingresso della luce naturale e favoriscono la circolazione dell’aria. Le grandi porte pivotanti sono realizzate in legno tropicale della regione, ph. ©Oscar Hernández (Ohfa).

 

Anche il colore stabilisce un legame con Maxcanú. Le murature intonacate sono caratterizzate dal rosso cocciniglia, pigmento naturale utilizzato dalle culture indigene e presente anche sulla facciata della chiesa della cittadina.
A questo tono si affiancano il legno tropicale locale delle grandi porte pivotanti, il nero delle strutture metalliche e il grigio delle volte in calcestruzzo a vista.

 

La successione di porte pivotanti in legno e pannelli traforati accompagna uno degli spazi di attesa. L’apertura delle facciate è parte della strategia di ventilazione naturale incrociata, ph. ©Oscar Hernández (Ohfa).

 

La costruzione, durata 36 mesi, è stata condizionata dalla complessità geologica e archeologica del sito. Il rinvenimento, durante i lavori, di resti archeologici e di cenote (pozzi d’acqua) ha richiesto continui adattamenti del progetto e il coordinamento con l’Instituto Nacional de Antropología e Historia (Inah) e le autorità ambientali.

 

La struttura leggera in acciaio della copertura rimane a vista negli spazi interni. Le superfici traforate proiettano sul pavimento geometrie di luce e ombra che cambiano nel corso della giornata ph. ©Pavelín.

 

Per rispondere al terreno calcareo caratterizzato da cavità sotterranee è stata scelta una fondazione superficiale con travi continue in cemento armato. Sopra di essa una struttura leggera in acciaio sostiene elementi prefabbricati di copertura; le pareti principali sono invece in muratura armata, integrate da pilastri e travi in calcestruzzo. Un sistema di travi e volte lasciato a vista completa la struttura.

 

Lungo le banchine le gelosie diventano più fitte rispetto alle sale d’attesa, aumentando la protezione dal sole e disegnando una trama di ombre sulla pavimentazione, ph. ©Pavelín.

 

La relazione con il territorio prosegue all’esterno attraverso specie vegetali regionali, palme e Cassia fistula, insieme a pavimentazioni permeabili e sistemi di raccolta dell’acqua.
Percorsi ciclabili collegano inoltre la stazione a Maxcanú, mentre segnaletica tattile-visiva, parcheggi accessibili e aree di salita e discesa dedicate completano il sistema dell’accessibilità.

gi21 arquitectura

Portrait_gi21

Fondato da docenti e laureati della Universidad Nacional Autónoma de México e nata dall’esperienza di Taller a21, lo studio gi21 arquitectura riunisce progettazione, ricerca e sviluppo tecnico. A Maxcanú questo approccio mette in relazione la scala dell’infrastruttura con le condizioni climatiche e geologiche del sito e con i riferimenti alla cultura materiale dello Yucatán.

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