Arne Quinze e Joana Vasconcelos alla Citadelle di Villefranche-sur-Mer

La Citadelle – Centre d’Art & Musée di Villefranche-sur-Mer in Costa Azzurra accoglie fino al 31 ottobre 2026 The Absurd and the Dreamlike, mostra che riunisce le opere dell’artista belga Arne Quinze e della portoghese Joana Vasconcelos.

 

Arne Quinze e Joana Vasconcelos, A Little Too Much is Just Enough For Me, ph. ©Dave Bruel.

 

Il progetto, aperto al pubblico lo scorso 20 giugno, coinvolge gli spazi interni e le aree all’aperto del complesso storico con sculture monumentali, installazioni immersive, dipinti a olio, video e opere sonore.

 

Joana Vasconcelos, A Joia do Tejo, ph. ©Jean Christophe Lett.

 

Curata da Selcan Atilgan, fondatrice di Artsa, e presentata sotto la direzione di Camille Frasca, direttrice della Citadelle, la mostra comprende anche nuove collaborazioni tra i due artisti.
Clare Lilley, già direttrice dello Yorkshire Sculpture Park e per dieci anni curatrice di Frieze Sculpture a Londra, ha partecipato al progetto come guest curator, definendo l’impianto editoriale e firmando i principali testi curatoriali.

 

Arne Quinze, Assimilate until, ph. ©Dave Bruel.

 

Il percorso prende avvio dall’eredità di Jean Cocteau, legato a Villefranche-sur-Mer, e dal suo modo di muoversi tra realtà, mito e immaginazione.

A orientare il progetto è in particolare Le Testament d’Orphée, film che Quinze racconta di avere guardato ripetutamente durante la preparazione della mostra.
«Quando ho visitato La Citadelle e il villaggio di Villefranche-sur-Mer, ho percepito la sua presenza ovunque: nella luce, nella pietra, nel silenzio. Il suo spirito continua ad aleggiare in quei luoghi», spiega Arne Quinze. «Quando ho iniziato a realizzare questa mostra, il suo film The Testament of Orpheus passava continuamente nel mio atelier. È proprio grazie a quel film che The Absurd and the Dreamlike ha preso forma».

 

Arne Quinze e Joana Vasconcelos, Temple Tetris, ph. ©Jean-Christophe Lett.

 

Le installazioni all’aperto e gli interventi inseriti negli ambienti più raccolti costruiscono una sequenza basata sul cambiamento di scala, sul confronto tra interno ed esterno e sull’incontro fra la materia dell’architettura storica e i linguaggi dei due artisti.
Mura, cortili e sale della Citadelle partecipano all’allestimento, mettendo in relazione arte, natura e memoria del luogo.

 

Joana Vasconcelos, Deslunado, ph. ©Jean-Christophe Lett.

 

Nella ricerca di Quinze, la dimensione onirica si lega a una riflessione sulla progressiva separazione fra cultura contemporanea e mondo naturale. L’artista contrappone la varietà delle forme organiche alla standardizzazione delle città e all’estensione degli ambienti minerali. «La nostra incessante mineralizzazione – le città di cemento, i muri di cemento – ha spinto la natura ai margini delle nostre vite, creando ambienti inclini alla monotonia e alla monocultura» ha affermato.

 

Arne Quinze, Lupine2, ph. ©Dave Bruel.

 

Joana Vasconcelos è intervenuta nel percorso trasferendo oggetti, materiali e tecniche associati alla sfera domestica in una dimensione pubblica e monumentale.
Elementi realizzati a mano e presenze familiari vengono ingranditi, assemblati e spostati all’esterno, mettendo in discussione le consuete distinzioni tra intimo e collettivo, spazio privato e spazio condiviso. Il quotidiano assume così proporzioni impreviste e diventa materia per un racconto surreale.

 

Arne Quinze, Chroma Lupine, 2024, ph. ©Dave Bruel.

 

Il dialogo tra i due artisti alterna interventi di forte impatto visivo negli spazi aperti a opere raccolte nelle sale interne. Nel confronto con le mura, i cortili e gli ambienti della Citadelle, The Absurd and the Dreamlike propone l’arte come strumento per sottrarsi all’uniformità e immaginare realtà differenti.

 

I due artisti durante la preparazione della mostra.

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