Il primo a pensare che la costruzione di una rete di droni, con le relative infrastrutture a terra, avrebbe permesso di consegnare rapidamente merci e medicinali in luoghi remoti e altrimenti inaccessibili, fu Lord Norman Foster con un progetto inizialmente pensato per il Ruanda sviluppato con la Norman Foster Foundation e l’Epfl di Losanna.
Particolarmente originale dal punto di vista costruttivo, con un’architettura a volte che si reggono per compressione messa a punto dal Block Research Group dell’Eth di Zurigo di cui abbiamo scritto anche sull’ultimo numero di IoArch, un prototipo venne presentato anche alla Biennale di architettura di Venezia curata da Alejandro Aravena nel 2016.
Oggi, il collettivo di architettura canadese Figurr Architects annuncia l’avvio di una collaborazione con Aureum Mobility per lo sviluppo di droneports – e più in generale di infrastrutture a terra per la mobilità aerea evoluta (Aam) – sul territorio canadese, caratterizzato da grandi distanze e dalla presenza di comunità remote e scarsamente servite dai sistemi di trasporto tradizionali.

La collaborazione unisce le tecnologie sviluppate da Aureum all’esperienza di Figurr nella progettazione di infrastrutture aeroportuali e per l’aviazione. Anche se manca l’originalità formale e ingegneristica prefigurata dal Droneport Project, l’obiettivo di Aureum e Figurr è sviluppare una rete di infrastrutture per droni e aeromobili a decollo e atterraggio verticale che siano sicure, scalabili e in grado di integrarsi con i sistemi di mobilità esistenti.
I due partner si rivolgeranno a comunità locali, aeroporti, sviluppatori immobiliari e amministrazioni pubbliche impegnati nella preparazione dei nuovi sistemi di trasporto aereo.

La mobilità aerea avanzata (Aam) del resto è destinata a modificare significativamente il settore dell’aviazione, grazie alla diffusione di velivoli elettrici, droni e sistemi aerei autonomi. Le possibili applicazioni comprendono il trasporto passeggeri, i servizi di emergenza e sanitari, la logistica delle merci e il miglioramento dei collegamenti con le comunità più remote.
Affinché la Aam possa diventare un sistema di trasporto operativo è necessaria una rete infrastrutturale adeguata. I vertiporti non sono infatti semplici piattaforme per il decollo e l’atterraggio, ma veri e propri nodi intermodali, destinati a integrare le operazioni di volo con i flussi dei passeggeri, i sistemi di ricarica, la manutenzione e i collegamenti con le reti di trasporto terrestri.

La partnership tra Figurr e Aureum Mobility prevede studi di fattibilità per vertiporti, selezione e verifica dei siti, masterplan, progettazione architettonica e infrastrutturale, supporto alle procedure autorizzative, integrazione con aeroporti e sviluppi urbani e gestione della realizzazione dei progetti in Canada. Figurr sarà inoltre responsabile della distribuzione sul mercato canadese delle tecnologie infrastrutturali di Aureum Mobility.
