Con l’edizione 2027, in programma dal 9 all’11 aprile all’Allianz MiCo, miart inaugura una nuova fase.
La fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea di Fiera Milano assume il nome miart milano e affida la direzione artistica per il triennio 2027-2029 a Cloe Piccoli, avviando un progetto che punta a rafforzare sia il rapporto con la città sia la dimensione internazionale della manifestazione.

Il cambio di nome accompagna quindi una trasformazione più ampia, che riguarda struttura, programmazione e relazioni con il sistema culturale milanese.
La fiera rimane il fulcro del progetto, ma il calendario si estenderà durante tutto l’anno con collaborazioni che coinvolgeranno artisti, gallerie, istituzioni pubbliche e private, fondazioni, collezionisti e imprese.
La città assume così un ruolo più diretto nella costruzione dell’identità della manifestazione, non solo come sede dell’evento ma come parte attiva di un programma diffuso.

La nuova edizione sarà organizzata in tre sezioni, pensate per costruire un panorama articolato tra moderno e contemporaneo.
Main Section Contemporary and Modern / Atlas of Arts riunirà gallerie attive sulla scena internazionale e impegnate nella promozione di artisti e progetti consolidati.
New Voices sarà invece dedicata alle gallerie più giovani e alle ricerche emergenti, con interventi site-specific concepiti espressamente per la fiera.
Close Up. Solo Shows and Conversations proporrà infine progetti monografici e dialoghi tra due o più artisti, presentati da una singola galleria oppure sviluppati in collaborazione tra più realtà.

Il nuovo corso riguarderà anche la configurazione fisica degli spazi.
Uno studio internazionale di architettura, il cui nome non è ancora stato annunciato, sarà incaricato dell’exhibition design e definirà il nuovo assetto della manifestazione, dagli ingressi ai percorsi, dagli spazi comuni alle aree espositive.
Alla progettazione dello spazio si affiancherà una nuova identità visiva sviluppata da Leftloft, chiamata a costruire un linguaggio coordinato per l’intero progetto.

Il rapporto con la città prenderà forma anche attraverso tre progetti curatoriali.
In & Out. Citywide metterà in relazione le gallerie partecipanti con il patrimonio culturale milanese, offrendo la possibilità di realizzare installazioni all’interno di musei pubblici.
On Film sarà dedicato all’immagine in movimento, con opere video presentate sia negli spazi fieristici sia in altri luoghi della città.
Editions, Publishers & Magazines avrà invece per la prima volta una precisa impostazione curatoriale, con un ambiente appositamente progettato da architetti e un percorso dedicato alle ricerche dell’editoria contemporanea.

A precedere l’appuntamento di aprile sarà inoltre un programma di iniziative distribuite nei mesi precedenti.
Da dicembre partirà The Ring, ciclo di cinque incontri con Francesco Bonami, che inviterà figure del mondo dell’arte e della cultura internazionale in diversi luoghi di Milano.
A gennaio prenderà invece avvio Art Communities Conversations, progetto sviluppato da miart milano con l’Accademia di Belle Arti di Brera e altre istituzioni cittadine.

Il progetto triennale prevede anche un progressivo ampliamento delle attività fuori fiera. Tra le iniziative annunciate c’è miart milano Commission, programma di commissioni pubbliche destinato a svilupparsi nel tempo, con una prima realizzazione prevista per il 2028.
Tra il 2028 e il 2029 è inoltre programmato un progetto editoriale che estenderà ulteriormente contenuti e riflessioni oltre la durata della manifestazione.