Dal 13 ottobre al 14 novembre 2026, l’Associazione italiana Città della Ceramica presenta Grand Tour. Archetipi della ceramica italiana.
Il progetto, curato da Viola Emaldi, è ospitato nello Spazio Dante del Palacio de Abrantes, sede dell’Istituto Italiano di Cultura di Madrid, in occasione della mostra La Grande Opera ceramica, a cura di Enzo Biffi Gentili.
Secondo l’Istituto Italiano di Cultura di Madrid, le arti applicate rappresentano uno degli ambiti privilegiati per promuovere a livello internazionale la qualità della cultura progettuale italiana. In questa prospettiva si colloca La Grande Opera ceramica, che propone un’interpretazione alchemica ed estetizzante della ceramica italiana tra Novecento e contemporaneità. Attraverso opere di importanti artisti il percorso propone una lettura originale e non convenzionale della ceramica artistica italiana, indagandone le dimensioni simboliche, tecniche e spirituali.
È in questo contesto che si inserisce Grand Tour. Archetipi della ceramica italiana, pensato come progetto collaterale che propone una lettura complementare del patrimonio ceramico italiano.
Anfore, brocche, fiasche, olle, pignatte, grolle e recipienti vari raccontano una cultura materiale fatta di ingegno e trasmissione dei saperi, forme essenziali, disegnate dalle comunità, riconoscibili e profondamente radicate nella cultura materiale dei territori.

Accanto ad esse, il percorso presenta significative esperienze di reinterpretazione contemporanea.
Le ricerche di Franco Bucci, Rosanna Bianchi Piccoli, Ignazio Casu, Nedda Guidi, Aldo Londi, Melkiorre Melis, Franco Pozzi, Alessio Tasca, Carlo Zauli, così come di note manifatture come Ceramiche Bitossi, Rometti, Bottega Gatti 1928 o la Manifattura Ceramica Mazzotti di Albissola e di laboratori come Atelier Solelò, Amaaro, Arago Design, Claudi Carpenito, Pantoù, Walter Usai, Nicola Boccini, Nicola Renzi, Bhumi Design mostrano come l’archetipo possa trasformarsi in nuovo linguaggio artistico e progettuale.

A questi si aggiungono artieri che presentano rielaborazioni scultoree di forme archetipiche come Tonino Negri, Pol Polloniato, Francesco Ardini, Sandra Baruzzi, Karin Putsch-Grassi e altri ancora, e un omaggio-oltraggio di Eduardo Alamaro a Pablo Picasso.
Al centro della mostra è il rapporto tra ceramica contemporanea, archetipo e forma popolare. Le opere dei grandi maestri della ceramica e del design del Novecento mostrano come questo interesse fosse già parte della cultura progettuale del secolo scorso, mentre la selezione di opere contemporanee ne testimonia la vitalità nelle ricerche attuali.

«Come ha intuito Harold Rosenberg, anche il Nuovo, quando nasce da una ricerca libera e da una moralità intellettuale indipendente, finisce per costruire una propria tradizione – ha dichiarato Viola Emaldi, curatrice della mostra. Grand Tour nasce da questa stessa convinzione: gli artieri contemporanei, quelli del secolo scorso e quelli del nostro tempo presenti in mostra, sono autori di una tradizione che si rinnova attraverso la ricerca. Anfore, brocche, fiasche, olle e recipienti della cultura popolare italiana diventano così archetipi aperti, forme elementari attraverso le quali il contemporaneo può ancora interrogarsi, sperimentare e inventare. È in questa tensione tra memoria e libertà, tra forma ricevuta e nuova interpretazione, che la ceramica artigianale italiana rivela tutta la sua contemporaneità».