A Sent, in Engadina, lo studio Noa ha ristrutturato un appartamento di 90 mq lordi distribuito su due livelli.
Denominato Sur God Engadin, il progetto, completato nell’ottobre 2025, valorizza gli elementi architettonici esistenti attraverso modifiche puntuali alle quote della zona giorno, una selezione più omogenea dei materiali e un nuovo progetto illuminotecnico.

L’abitazione presentava già alcune caratteristiche di pregio, fra cui gli ambienti ampi, le travi a vista della copertura e le aperture rivolte verso le montagne. La sovrapposizione di essenze lignee, colori e finiture differenti aveva però prodotto un insieme poco omogeneo.
L’intervento dello studio si è quindi concentrato sulla definizione di un linguaggio unitario, attraverso una palette materica essenziale e una serie di modifiche circoscritte, conservando gran parte delle strutture e delle superfici originali.

La trasformazione più significativa riguarda la zona giorno, dove soggiorno, cucina e sala da pranzo condividono un unico ambiente. Qui Noa ha introdotto una pedana che rialza di un gradino l’area pranzo, distinguendola dalle altre funzioni e risolvendo contemporaneamente un problema legato alla posizione delle finestre.
Le aperture esistenti erano infatti collocate a un’altezza che limitava la vista sulle montagne per chi sedeva al tavolo. Il nuovo livello del pavimento modifica il punto di osservazione e permette di recuperare il rapporto visivo con il paesaggio, mantenendo inalterato l’involucro edilizio.

Una panca angolare realizzata su misura segue il perimetro della pedana e contribuisce a definire la zona pranzo all’interno dell’open space. Anche la scala esistente è stata parzialmente riconfigurata: gli ultimi gradini sono stati ridisegnati e ruotati di 90 gradi, orientando il percorso verso il soggiorno anziché direttamente verso il tavolo. La pedana e la scala costituiscono così un sistema articolato di variazioni di quota che organizza la distribuzione interna e mette in relazione soggiorno, cucina, pranzo e piano superiore.
Attraverso due interventi limitati, il progetto modifica la percezione degli ambienti e la continuità dei percorsi, preservando gran parte della configurazione originaria.

«A volte non serve un grande intervento per cambiare completamente la percezione di uno spazio. Qui, in fondo, è bastato un solo gradino: dà alla zona pranzo un luogo ben definito e, allo stesso tempo, modifica lo sguardo verso l’esterno. Improvvisamente, il paesaggio diventa parte dell’abitare», spiega Florian Marsoner, interior designer di Noa.

La scelta di intervenire selettivamente sull’esistente caratterizza anche le scelte materiche.
Il pavimento in legno originale è stato levigato e nuovamente oliato, conservandone la tonalità calda e scura, ripresa nei nuovi gradini e nella pedana. A questa superficie si contrappongono le travi più chiare della copertura, lasciate a vista, e le pareti dalle finiture neutre.
La riduzione del numero di essenze e di materiali precedentemente presenti nell’appartamento permette di ricondurre elementi di epoche e caratteristiche diverse a una composizione coerente.

La palette cromatica comprende grigi e verdi desaturati, pietra scura, legno e tessuti chiari, con riferimenti ai colori del paesaggio alpino.
Nella cucina, collocata sotto la scala, i frontali scuri e le superfici in pietra contribuiscono a integrare gli arredi nella composizione architettonica.
I volumi compatti e le linee geometriche dialogano con il disegno della scala e con le strutture lignee dell’appartamento.
Nel bagno, la vasca preesistente è stata sostituita da un’ampia doccia, abbinata a superfici chiare dalla texture sottile e a elementi più scuri.

Un ruolo importante è affidato anche al progetto illuminotecnico, che contribuisce all’articolazione funzionale dell’open space. Le sorgenti direzionate proiettano geometrie luminose sulle pareti, una lampada a sospensione dal carattere scultoreo individua la zona pranzo, mentre apparecchi integrati illuminano la cucina e le camere da letto.
La sovrapposizione di diversi livelli di luce permette di differenziare le attività e valorizzare le superfici, introducendo nelle ore serali un’atmosfera più calda rispetto al rigore geometrico degli interni.

Al piano superiore, ricavato sotto le falde inclinate della copertura, si trova la zona riservata agli ospiti, composta da una camera da letto e da un bagno di servizio.
Le travi a vista scandiscono lo spazio, mentre le armadiature integrate occupano le porzioni più basse del sottotetto, sfruttando le altezze disponibili e definendo una linea orizzontale continua lungo le pareti.
Superfici tessili e una pavimentazione ‘morbid’ introducono una diversa qualità materica rispetto alla zona giorno, mantenendo la continuità cromatica dell’intervento.