Abitare al grezzo l’edilizia residenziale prefabbricata degli anni Sessanta

L’aspetto grezzo del progetto di interni sviluppato da Simple Architecture a Zagabria, in un edificio di edilizia residenziale costruito negli anni Sessanta, prima che una scelta estetica è un’operazione culturale necessaria che mette in luce il carattere sperimentale e innovativo dei sistemi costruttivi in prefabbricazione pesante sviluppati nei Paesi comunisti per rispondere in maniera economica alla domanda abitativa con alloggi standard, composti di moduli di calcestruzzo armato sovrapposti.

In questo progetto lo studio ha scelto di non aggiungere ma di sottrarre, liberando pareti, pavimenti e soffitti dagli strati di finitura per riportare alla superficie il cemento e rendere leggibile la costruzione originaria.

 

Ph. ©Simple Architecture

La trasformazione, che ha comportato l’unione di due moduli abitativi originari, risponde anche a esigenze strutturali, perché le pareti, oltre che come partizioni interne svolgevano anche funzioni portanti. È stato così necessario inserire nuove travi e pilastri in acciaio, lasciati a vista e integrati nel disegno degli interni, diventando parte della composizione.

 

Ph. ©Simple Architecture

 

La palette materica del progetto si compone di cemento, acciaio, alluminio e vetro. Gli elementi metallici richiamano la lamiera della facciata, mentre il vetro viene utilizzato per modificare la percezione degli spazi.

 

Ph. ©Simple Architecture

 

Nel bagno, stretto e privo di luce naturale, una parete opaca è stata sostituita da una superficie traslucida: dalla vicina camera da letto la luce raggiunge così il bagno (e viceversa) e il vetro diventa sfondo luminoso per il sistema di armadiature aperte.

 

Ph. ©Simple Architecture

 

A introdurre una componente più morbida sono le tende, utilizzate anche come partizioni mobili. Possono modificare il rapporto tra gli ambienti, alternando apertura e maggiore intimità, senza ricorrere a elementi fissi.

L’intervento rinuncia deliberatamente alle finiture. Le superfici sono ruvide e imperfette, le aperture mostrano bordi grezzi, le porte sono sostituite da superfici a specchio e le armadiature possono essere schermate dalle tende. Il progetto costruisce così la propria identità attraverso la rimozione degli strati aggiunti nel tempo, fino a rendere nuovamente leggibile la logica costruttiva dell’edificio.

 

Ph. ©Simple Architecture

 

Più che evocare genericamente l’estetica industriale, Raw Apartment porta all’interno dell’abitazione la natura costruttiva del fabbricato: una scelta che trasforma un modello sperimentale di edilizia prefabbricata pesante degli anni Sessanta nel punto di partenza di un modo nuovo e contemporaneo di abitare.

 

©Simple Architecture

Simple Architecture

Simple Architecture è uno studio di architettura di Gabrovo, Bulgaria, fondato nel 2017 da Alexander Yonchev. L’approccio dello studio si basa sull’opposizione tra la pulizia e l’ordine dell’architettura minimalista e le dinamiche e il caos della vita contemporanea.

Alexander Yonchev si è laureato in architettura nel 2013 presso l’École Nationale Supérieure d’Architecture di Saint-Étienne, in Francia. Tra il 2013 e il 2015 ha vissuto e lavorato in Italia, occupandosi di diversi progetti privati e commerciali situati sulla Costa Azzurra. In questo periodo ha frequentato ulteriori corsi presso l’École Polytechnique Fédérale de Lausanne e la Yale University. Partner dello studio è Monica Stoykova, interior e graphic designer

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