Artisti in guerra al Castello di Rivoli

L’attività espositiva 2023 del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea prende avvio il 15 marzo, al terzo piano della residenza sabauda, con la mostra collettiva a cura di Carolyn Christov-Bakargiev e Marianna Vecellio Artisti in guerra.

Da Francisco Goya a Salvador Dalí, Pablo Picasso, Lee Miller, Zoran Mušič, Alberto Burri, Iri e Toshi Maruki, Fabio Mauri, Bracha L. Ettinger, Anri Sala, Michael Rakowitz, Dinh Q. Lê (con opere tra l’altro di Le Lam, Phan Oanh, Nguyen Thu, Truong Hieu, Nguyen Toan Thi, Kim Tien, Quach Phong, Huynh Phuong Dong, Minh Phuong), Vu Giang Huong, la mostra presenta più di 140 opere di 39 autori realizzate da artisti che si trovavano o si trovano in guerra.

Bracha L. Ettinger. Medusa – Rachel – Pieta, 2017-2022. Olio su tela, 50 x 50 cm. ©BLE, courtesy l’artista

 

Due le opere inedite, realizzate per l’occasione dall’artista afgano Rahraw Omarzad (Kabul, 1964), e l’artista ucraino Nikita Kadan (Kiev, 1982) che, originate a partire da scenari di conflitto e di profondi cambiamenti geopolitici, invitano a riflettere sull’importanza di trovare nell’espressione creativa narrazioni di cura e di pace.

Nikita Kadan. Gostomel. From artist’s visual diary, 2023. Immagine fotografica da cellulare. Courtesy l’artista

 

La mostra prende spunto dai Desastres de la Guerra (Disastri della guerra), 1810-1815, di Francisco José de Goya y Lucientes e sviluppa il tema della guerra e della soggettività post traumatica attraverso opere storiche e nuovi progetti di importanti artisti contemporanei.

Francisco José de Goya y Lucientes. Con razon ó sin ella (A torto o a ragione – Rightly or Wrongly), tavola 2, da Desastres de la Guerra (Disastri della guerra), 1810-1815 (stampa, 1863).Acquaforte, aguada, acquatinta, puntasecca, bulino, brunitoio. 27,5 x 35 cm.
 Collezione Fondazione Francesco Federico Cerruti per l’Arte. Deposito a lungo termine Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino (Photo © Ernani Orcorte).

 

«Questa mostra – sostiene Francesca Lavazza, presidente del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea – raccoglie una riflessione profonda sulla contemporaneità, grazie al lavoro degli artisti che attraverso i secoli hanno saputo raccontare le discontinuità del presente e la conflittualità, interpretata attraverso la loro personale sensibilità nel tempo che stavano vivendo. Le opere esposte riescono così a scuotere il pubblico su tematiche controverse e difficili, rappresentando gli orrori della guerra, trasversali a tutti i conflitti».

Il percorso espositivo inizia nell’atrio del terzo piano, con una selezione di immagini fotografiche d’archivio provenienti dalle Collezioni della GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, raffiguranti la città sabauda distrutta dai bombardamenti avvenuti durante la Seconda Guerra Mondiale. Qui, piazza San Carlo, lato via Barbaroux e Palazzo Giriodi di Monastero. Archivio Fotografico della Fondazione Torino Musei

 

«Gli eventi internazionali recenti ci hanno portato a realizzare una mostra che indaga il significato della guerra– afferma il direttore Carolyn Christov-Bakargiev – a domandarci come gli artisti elaborino la violenza organizzata della guerra evidenziandone l’orrore oppure per contrasto il suo mistero – sospeso come è tra massima imprevedibilità e massimo calcolo. Secondo Eraclito, l’essere si rivela nella guerra, e il filosofo francese Emmanuel Lévinas, che trascorse parte della seconda guerra mondiale in un campo di prigionia tedesco, ci ricorda che l’essere si rivela al pensiero filosofico come guerra cioè nel contrasto tra la finitudine della morte – massimamente percepibile in guerra – e l’incommensurabilità senza limiti dell’esistenza. In questo intervallo o interregno tra vita e morte, l’artista trova nell’arte un modo per tirarsi fuori dal conflitto e per espandere all’infinito il tempo e lo spazio, anche quotidiano. Attraverso una serie di esempi del passato e alcune opere nuove realizzate da artisti oggi in guerra, questa mostra vuole indagare il tema culturalmente, psicologicamente, esteticamente, storicamente, filosoficamente. Per aprire una riflessione che vada oltre la semplice rimozione della guerra, oltre la paura o la celebrazione della guerra come necessità e male minore».

Paul Éluard. Au rendez-vous allemand (All’appuntamento tedesco), Editions de Minuit, Parigi / Paris, 1944, in-4°, 21 x 14 x 1,5 cm. Copia n. 4 di 20, firmata al colophon da Pablo Picasso, 1 acquaforte di Pablo Picasso, 1 poesia autografa datata 14 aprile 1938 firmata da Paul Éluard; legatura in vitello rosso con una svastica a secco sul piatto anteriore, firmata «P. L. Martin», astuccio rosso. Collezione Fondazione Francesco Federico Cerruti per l’Arte; deposito a lungo termine Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino.

 

Aperta dal 15 marzo al 19 novembre, Artisti in Guerra è realizzata grazie al contributo straordinario di Fondazione Crt e sostenuta da Andrea Ruben Levi, Francesca Thyssen-Bornemisza e Giuliana Setari. TBA21 ha co-commissionato il lavoro di Nikita Kadan – realizzato con la collaborazione tecnica di Carena – Fornace di Cambiano – e TBA21onst_age ha supportato il lavoro di Rahraw Omarzad, alla cui realizzazione ha collaborato l’Esercito Italiano.

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