Bruce Goff: Material Worlds, una mostra a Chicago

La mostra Bruce Goff: Material Worlds, in corso fino al 29 marzo presso l’Art Institute di Chicago, è l’occasione per riscoprire la curiosità, le passioni, la creatività senza limiti di Bruce Goff (1904-1982), e le case originali che l’architetto autodidatta costruì soprattutto nel Midwest americano.

 

Bruce Goff nel suo ufficio all’Università dell’Oklahoma, 1954 circa. Ph. by Philip B. Welch. ©The Art Institute of Chicago, Ryerson and Burnham Art and Architecture Archives, Bruce A. Goff Archive.

Progettate per artisti, banchieri e agricoltori, le più di cento case realizzate da Goff sono espressioni di un’architettura organica ante-litteram, vicina ma differente da quella del suo mentore di una vita Frank Lloyd Wright.

 

Bruce Goff. Ruth and Sam Ford House, Aurora, Illinois. Ph. by Wayne W. Williams. ©The Art Institute of Chicago, Ryerson and Burnham Art and Architecture Archives, Bruce A. Goff Archive.

 

Rifuggendo il minimalismo funzionale del Movimento Moderno, che si esprimeva soprattutto nelle grandi metropoli, le sue architetture partivano da cupole, spirali e tetraedri e si completavano impiegando materiali naturali anche impensabili, come blocchi di carbone e piume d’oca, o industriali di largo consumo e post-consumo come l’AstroTurf (il primo tappeto erboso sintetico), il cellophane, pailettes e cocci di vetro.

 

Bruce Goff, Living Room of Etsuko and Joe Price House, Bartlesville, Oklahoma, 1972. Ph. by Horst P. Horst for Vogue

 

Tra le sue opere una chiesa metodista a Tulsa (1926-29); casa Bartman (Fern Creek, Kentucky, 1941); casa Bavinger (Norman, Oklahoma, 1950); casa Duncan a Cobden, in Illinois (1965-67).

 

Bruce Goff, prospettiva della chiesa episcopale metodista di Boston Avenue a Tulsa, Oklahoma.

 

Ma tra gli oltre 200 oggetti in mostra – disegni, fotografie e modelli di architetture – figurano anche dipinti astratti e una variegata quantità di oggetti personali – conchiglie, vetri, abiti, oggetti di artigianato giapponese, riviste, libri di fantascienza – che collezionava, a testimonianza della vasta gamma di suggestioni (inclusa la musica) che influenzavano il suo procedere creativo.

Bruce Goff. Untitled (Composition), 1939. The Art Institute of Chicago, gift of Shin’enKan, Inc.

 

Curata da Alison Fisher e Craig Lee, Bruce Goff: Material Worlds è stata allestita dallo studio New Affiliates di Ivi Diamantopoulou e Jaffer Kolb.

 

Bruce Goff. Mosaico murale per l’edificio del Liberty Federal Savings and Loans Association, Stillwater, Oklahoma 1975
The Art Institute of Chicago, gift of Shin’enKan, Inc.

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