DESIGN AGAINST WAR DI EMERGENCY, I VINCITORI

Oltre 150 i progetti che hanno partecipato alla call for ideas Design against war lanciata da Emergency e SOSDesign in collaborazione con Desall, in mostra fino al 13 ottobre a Casa Emergency a Milano: idee di ambienti, prodotti e servizi utili per le necessità di popolazioni che si trovano in territori di guerra.

Ieri le premiazioni dei vincitori scelti dalla giuria, composta da Stefano Boeri, Luciano Galimberti, Raul Pantaleo, Massimo Bruto Randone, Davide Scomparin, Francesco Zurlo, Jose Allard (Pontificia Universidad Católica de Chile) e Angela Fittipaldi e Simonetta Gola di Emergency.

Primo premio a Healing Garden Against War dell’architetto italiano Giulia Radelli: un giardino ideato per il benessere dei pazienti che hanno vissuto contesti altamente traumatici: qui si può passeggiare e riscoprire nell’equilibrio della natura che un’altra vita, dopo la guerra, è ancora possibile. In linea con l’idea di cura di Emergency, il progetto integra perfettamente bisogni ospedalieri e desideri emotivi, entrambi fondamentali per il processo di guarigione fisica ed emotiva dei pazienti.

Il progetto diventerà parte integrante del Centro Chirurgico per Vittime di Guerra di Emergency a Kabul in Afghanistan.  

Giulia Radaelli, Healing Garden against War

 

Per la categoria Prodotti, il vincitore è All Seasons Protective System dello studio londinese SelceStudio: un sacco a pelo polifunzionale che ha lo scopo di offrire un riposo agevole e comodo anche in situazioni di difficoltà. Prodotto in Tyvek, un tessuto sintetico simile alla carta ma molto più resistente, il sistema di protezione è costruito su tre strati, progettati per essere riempiti con materiali ariosi morbidi (come foglie o giornali) e collegati tra loro in modo da trasformare il sacco a pelo in tenda, zaino, fino a diventare un rifugio d’emergenza. 

SelceStudio, All Seasons Protective System


The Berlin Time Exchange, un mercato multiculturale e d’incontro generazionale, dedicato alla capitale tedesca, è il progetto vincitore della categoria Servizi. Firmato dall’italiana Francesca Rogers, il progetto propone un’alternativa, ludica e al contempo remunerativa, per due fasce vulnerabili della popolazione berlinese: gli anziani e i richiedenti asilo. Entrambe escluse dal mercato del lavoro, le due categorie hanno una risorsa in comune: il tempo. L’originalità della proposta consiste nel trasformare il tempo in moneta di scambio all’interno di un sistema che, però, assomiglia ad un vero e proprio mercato tradizionale. Per l’avvio del mercato enti profit e non contribuiranno in maniera diretta e indiretta alla “banca del tempo”.

Offrendo servizi e prodotti ai berlinesi, nel tempo il mercato potrebbe diventare autosufficiente.

Francesca Rogers, the Berlin Time Exchange

 

Ha suscitato l´attenzione della giuria anche il progetto Emergency Box, cui è stato assegnato un Extra Award.

Presentato nella categoria Ambienti e ideato da Marta Sánchez Pérez, José María Mateo Torres e Tomás Larios Roca, Emergency Box è una toilette pubblica dal design anticonvenzionale e di facile installazione, progettata per luoghi in cui mancano servizi igienici privati e confortevoli. Pieghevole, la struttura di Emergency Box è costruita in alluminio al quale è fissato un tessuto di pelle, resistente alle intemperie.

Posizionate consecutivamente su una area piana, le “toilette sociali” sono azionate da un pedale interno collegato a una molla che eleva la struttura coprendo l’utente e dandogli intimità.

Marta Sánchez Pérez, José María Mateo Torres e Tomás Larios Roca, Emergency Box

 

Design Against War è nata in occasione del 25° anniversario di Emergency per contribuire alla missione principale dell’Ong: offrire cure medico-chirurgiche e di elevata qualità alle vittime delle guerre, delle mine antiuomo e della povertà.

È proprio dalla consapevolezza dei disastri della guerra e dalla constatazione della possibilità di portare aiuto a esseri umani sofferenti che è nata l’idea di dare vita a Emergency, nel 1994. Da allora, la Ong (che non è, come qualcuno vorrebbe farci credere, una parolaccia) promuove una cultura di pace e rispetto dei diritti umani. 

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