Si trovano in Belgio, Spagna, Francia, Croazia e Slovenia le sette opere finaliste dell’edizione 2026 del premio organizzato dalla Fundació Mies van der Rohe e dal programma della Commissione Europea Creative Europe.
In marzo verranno visitate dalla giuria, presieduta da Smiljan Radić e formata da Rosa Rull (BailoRull + Add Arquitectura), Chris Briffa (Chris Briffa Architects e Nikolaus Hirsch (Kanal Architecture) che il 16 aprile a Oulu, insieme a Trenčín capitale europea della cultura 2026, annuncerà i vincitori.
La cerimonia ufficiale di premiazione si svolgerà poi l’11 e 12 maggio a Barcellona.
I finalisti
Palais des Expositions di Charleroi, Belgio

Il progetto di AgwA + architecten jan de vylder inge vinck riqualifica un centro congressi degli anni Cinquanta del Novecento riutilizzando la precedente struttura e aprendo la hall centrale in modo da portare lo spazio pubblico all’interno dell’edificio, rendendolo più accessibile e semplice da attraversare.
Lo spazio pavimentato esterno viene sostituito da un parco verde continuo, migliorando l’impatto ambientale e connettendo l’edificio con l’intorno. Il risultato è un’opera che conserva il carattere originale offrendo tuttavia un’esperienza di fruizione del tutto nuova.
Ristrutturazione di Vapor Cortès – Prodis 1923 a Terrasa, Spagna

L’intervento di H Arquitectes (David Lorente, Josep Ricart, Xavier Ros, Roger Tudó) trasforma i vecchi depositi Vapor Marquès in un centro inclusivo strutturato intorno a un passaggio coperto riqualificato che diventa una nuova strada cittadina. Il progetto introduce strutture in legno, lucernari e sistemi passivi rispettando il carattere originario della costruzione.
Luma, riqualificazione del Magasin Électrique, Arles, Francia

Anche qui un recupero – in questo caso di un deposito di treni del 19esismo secolo – che la Luma Foundation ha commissionato a BC architects & studies e allo studio inglese Assemble (James Binning, Joe Halligan, Maria Lisogorskaya, Adam Willis, Jan Boelen, Daniel Bell, Laurens Bekemans, Baptiste Chatenet) nel 2019.
Centro sportivo Josephine Baker – Marie-Jose Perec a La Bouëxière, Francia

Il centro sportivo disegnato da onze04 di Gustavo Silva-Nicoletti, dove si svolgono competizioni a livello regionale, integra attività prima svolte in diverse località della Bretagna, diventando così polo di aggregazione delle comunità locali. La copertura tessile favorisce l’afflusso di luce naturale e la ventilazione e diventa un nuovo landmark del territorio.
Gruž Market, Dubrovnik, Croazia

Nel centro storico di Dubrovnik gli architetti Dinko Peračić e Miranda Veljačić (studio ARP / Peračić-Veljačić) disegnano una tettoia regolabile leggera che articola le relazioni spaziali e sociali della piazza del mercato, che guadagna così una nuova identità pur rispettosa dell’eredità storica del sito.
Per la categoria emergenti i due progetti finalisti sono degli studi Betillon & Freyermuth + Crypto Architectes di Tolosa, con il centro culturale Le Foirail a Laguiole-La Guiòla, piccolo comune dell’Occitania, e gli sloveni di Vidic Grohar Arhitekti che a Lubiana hanno trasformato in teatro temporaneo un edificio già industriale.

