Fondazione La Rocca, Ugo La Pietra ‘alla finestra’

Sono circa 70 le opere di Ugo La Pietra (Bussi sul Tirino, 1938) in mostra alla Fondazione La Rocca di Pescara fino al prossimo 3 ottobre. Curata da Giacinto Di Pietrantonio, la mostra “Alla finestra” restituisce la complessità di una ricerca che è sempre stata al centro dell’interesse di La Pietra, quella della relazione tra individuo e ambiente, tra spazio privato e spazio pubblico.
Temi affrontati con spirito critico nei confronti dei vincoli che il sistema oppone agli individui (“abitare è essere ovunque a casa propria”) che trovano immediata rappresentazione simbolica nella ‘finestra’, soglia che separa e nello stesso tempo unisce interno e esterno, esistenza privata e vita pubblica.

 

Ugo La Pietra, Alla Finestra, Anni Settanta. Disegno china e matita su carta.

 

Alla Fondazione La Rocca il percorso espositivo si articola in sei sezioni. Si apre con Vivere alla finestra, in cui la tensione tra interno ed esterno si rovescia in una dimensione intima e paradossale: l’interno tende a chiudersi su sé stesso e la visione si fa mentale, affidata all’immaginazione più che all’affaccio reale.

 

Ph. ©FLR

 

Prosegue con Dietro la finestra, dove la soglia si configura come limite e possibilità insieme: ciò che separa il dentro dal fuori diventa anche ciò che consente di immaginare uno scarto, un passaggio. Nella sezione Architettura/Natura il dialogo tra costruzione e ambiente restituisce una delle tensioni fondamentali del lavoro dell’artista, mettendo in relazione progetto, spazio e vita.

 

Architettura/Natura, ceramica modellata a mano (artigiano Sandro Da Boit), 16x16x35h, 2015. Ph Renato Ghiazza, courtesy Galleria Astuni, Bologna.

 

Nelle sezioni Il giardino delle delizie e Il paesaggio, l’apertura si estende verso una dimensione più ampia, tra natura, memoria e immaginazione: il paesaggio emerge qui come costruzione interiore oltre che visiva. Il percorso si conclude con Fuori dalla finestra: nella città: lo sguardo si sposta nello spazio urbano, terreno centrale della ricerca di Ugo La Pietra, dove il rapporto tra individuo e ambiente diventa occasione di riflessione critica sull’abitare contemporaneo.

 

Ph. ©FLR

 

Come osserva il curatore Di Pietrantonio, quella di La Pietra non è un’idea di finestra ridotta a strumento di rappresentazione, ma un insieme di dispositivi per guardare il mondo da prospettive molteplici. È in questo senso che Alla finestra restituisce con particolare chiarezza la natura del suo lavoro: una ricerca che tiene insieme arti visive, teoria, città e immaginario, e che continua a interrogare il rapporto fra individuo e ambiente, fra esperienza privata e dimensione collettiva.

Ugo La Pietra

Ph. ©Stefano Ferrante

Nato a Bussi sul Tirino (Pescara) nel 1938, originario di Arpino (Frosinone), Ugo La Pietra vive e lavora a Milano, dove nel 1964 si laurea in Architettura al Politecnico. Architetto di formazione, artista, cineasta, editor, musicista, fumettista, docente, dal 1960 si definisce ricercatore nel sistema della comunicazione e delle arti visive, muovendosi contemporaneamente nei territori dell’arte e del progetto.

Instancabile sperimentatore, ha attraversato diverse correnti (dalla Pittura segnica all’arte concettuale, dalla Narrative Art al cinema d’artista) e utilizzato molteplici media, conducendo ricerche che si sono concretizzate nella teoria del «Sistema disequilibrante» – espressione autonoma all’interno del Radical Design – e in importanti tematiche sociologiche come «La casa telematica» (MoMA di New York, 1972 – Fiera di Milano, 1983), «Rapporto tra Spazio reale e Spazio virtuale» (Triennale di Milano, 1979, 1992), «La casa neoeclettica» (ad «Abitare il tempo», 1990), «Cultura Balneare» (Centro Culturale Cattolica, 1985-1995).

Compasso d’Oro alla Carriera nel 2016, Ugo La Pietra ha comunicato il suo lavoro attraverso molte mostre in Italia e all’estero, e in diverse esposizioni alla Triennale di Milano, Biennale di Venezia, al Museo d’Arte Contemporanea di Lione, al Frac di Orléans, al Museo delle Ceramiche di Faenza, alla Fondazione Ragghianti di Lucca, lala Fondazione Mudima di Milano e al Ma*Ga di Gallarate.

Fondazione La Rocca

La Fondazione La Rocca, istituita nel 2022 a Pescara e presieduta da Ottorino La Rocca, è un ente no-profit dedicato alla conservazione, produzione e valorizzazione dell’arte contemporanea. Il suo obiettivo è quello di essere non solo uno spazio espositivo, ma un vero e proprio “volume” che riempie le vite di chi lo visita, attraverso un dialogo profondo tra arte, artisti e pubblico, favorendo l’arricchimento e il confronto culturale a livello nazionale e internazionale. Il progetto, orientato alla ricerca, si pone l’obiettivo di contribuire a fare di Pescara un crocevia di riferimento per l’arte contemporanea, portando in città artisti di spicco sia a livello nazionale sia internazionale. La fondazione intende promuovere un dialogo culturale vivace e innovativo, che esplori le più attuali tendenze artistiche attraverso mostre ed eventi di alto profilo.

Dopo la conclusione, il 30 aprile 2026, di Movimento (perpetuo) di Vincenzo Schillaci, a cura di Gaspare Luigi Marcone, e la mostra di Ugo La Pietra, è in programma Claire Fontaine. Istruzioni per l’uso a cura di Simone Ciglia, che come Chief Curator da marzo 2026 affianca la presidenza nel lavoro di ricerca artistica.

Tra i progetti di cui la Fondazione si è fatta promotrice, la produzione del Padiglione Italia alla Biennale di Malta 2024, dove l’artista Eugenio Tibaldi ha presentato il progetto Informal inclusion promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura e dalla Fondazione La Quadriennale di Roma e curato da Francesca Guerisoli e Nicolas Martino.

Tra gli artisti che hanno esposto a Pescara, Sandro Visca; i fotografi Silvia Camporesi e Paolo Dell’Elce; Raul Gabriel; Daniela Comani; Ludovica Anversa; Gaia De Megni; Luca Vitone; Matteo Fato; Vincenzo Schillaci.

Tra le esposizioni si segnala anche Indiscrezioni, fotografie di Giuseppe Tornatore, organizzata e prodotta da Mood Photography e curata da Stefano Schirato.

Parallelamente, la fondazione porta avanti il progetto FLR/Open, uno spazio aperto e dinamico che ospita eventi multidisciplinari tra cui concerti, letture, performance e altre iniziative.

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