Il progetto di Mecanoo per il Museo di Storia Naturale di Abu Dhabi

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Come rocce che emergono dal terreno nell’incontro con il mare: il nuovo Museo di Storia Naturale di Abu Dhabi, progettato dallo studio olandese Mecanoo, è il più grande museo di storia naturale del Medio Oriente e uno dei principali interventi del Saadiyat Cultural District, dove affianca il Louvre Abu Dhabi, lo Zayed National Museum e il futuro Guggenheim Abu Dhabi.

 

Ph. ©Ossip Architectuurfotografie

Più che come un edificio isolato, il progetto è concepito come un’estensione del paesaggio. Ispirata alle formazioni geologiche e aiwadidel territorio emiratino, l’architettura e i percorsi pubblici realizzati attorno ad essa, composti di terrazze, passaggi ombreggiati e spazi pubblici che invitano a vagare liberamente, emergono dal terreno attraverso una sequenza di volumi scolpiti che sembrano modellati dall’erosione, facendo coincidere costruzione e morfologia del suolo.
«Il nostro obiettivo – dice Nuno Fontarra, partner di Mecanoo – era quello di esplorare le relazioni tra il museo e la città e tra l’architettura e il paesaggio».

Ph. ©Ossip Architectuurfotografie

 

L’intero impianto è organizzato secondo una geometria pentagonale derivata dalle strutture cellulari presenti in natura, un principio compositivo che unifica edificio e paesaggio e richiama i processi che regolano l’evoluzione del mondo naturale.

 

Ph. ©Ossip Architectuurfotografie

Tre percorsi pubblici attraversano il complesso collegando il lungomare con le altre istituzioni culturali dell’isola di Saadiyat. Accessibili anche senza biglietto, trasformano il museo in uno spazio urbano aperto, dove terrazze, aree ombreggiate e spazi di sosta anticipano l’esperienza della visita.

L’ingresso è segnato da un grande atrio scavato nella massa dell’edificio, illuminato da profondi lucernari che convogliano la luce naturale all’interno. Pensato come una sorta di cavità geologica, lo spazio ospita fin dall’accesso i grandi reperti del museo, compresi gli scheletri dei dinosauri, stabilendo un’immediata relazione tra architettura e contenuti espositivi.

Ph. ©Ossip Architectuurfotografie

Il percorso museale racconta l’evoluzione del pianeta, dalle origini dell’universo fino alle trasformazioni ambientali contemporanee. Organizzate attorno a una corte centrale, le gallerie consentono sia una lettura cronologica sia percorsi di visita più liberi, mentre la sala principale è dedicata ai più importanti reperti paleontologici.

Ph. ©Ossip Architectuurfotografie

Il progetto integra strategie passive ispirate all’architettura vernacolare della regione: grandi masse edilizie, aperture calibrate e spazi ombreggiati riducono l’apporto di calore e il fabbisogno energetico. La struttura combina calcestruzzo e acciaio, mentre le facciate sono realizzate prevalentemente in Uhpc prodotto localmente. Anche il paesaggio contribuisce alle prestazioni ambientali dell’edificio attraverso superfici vegetate e sistemi di irrigazione a basso consumo.

Progettato da Mecanoo insieme a Egis, Broadway Malyan, Pascall+Watson e Waho Landscape Architects, il museo occupa una superficie di 35.000 metri quadrati all’interno di un sito di 82.000 metri quadrati. L’apertura rafforzerà il ruolo di Abu Dhabi come polo internazionale dedicato alla cultura, alla ricerca e alla divulgazione scientifica.

Ph. ©Ossip Architetuurfotografie

Crediti

  • Località Emirati Arabi Uniti, Jacques Chirac Street, Al Saadiyat Island, Abu Dhabi
  • Committente Department of Culture and Tourism, Abu Dhabi
  • Sviluppatore Miral
  • Gruppo di progettazione Mecanoo, Egis Group, Broadway Malyan, Pascall+Watson, Waho Landscape Architects, Plan A Consultants, EllisDon
  • Progetto museografico Ralph Appelbaum Associates, Barker Langham
  • General contractor Alec
  • Superficie area 82.000 mq
  • Superficie museo 35.000 mq
  • Cronologia 2020-2022 (progettazione), 2022-2025 (realizzazione)

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