Il progetto per il nuovo piano arena del Colosseo

  • Apribile in diverse configurazioni, il nuovo piano svelerà gradualmente le strutture ipogee ai visitatori illustrandone l’articolazione e il ritmo e favorendo la percezione dell’articolata natura funzionale degli ipogei e l’interattività con ciò che avveniva al di sopra

L’idea di realizzare una nuova copertura del piano arena del Colosseo alla stessa quota Flavia di quello antico è dell’archeologo Daniele Manacorda, ripresa nel 2014 dal ministro della cultura Dario Franceschini che l’anno successivo lo inserì tra i Grandi Progetti Beni Culturali con un finanziamento di 18,5 milioni di euro.

Bandita dall’Ente parco Colosseo e da Invitalia a novembre 2020, la gara di progettazione della nuova copertura è stata vinta da un team guidato da Milan Ingegneria e composta da Labics, architetto Fabio Fumagalli, Consilium e Croma.

Render courtesy Milan Ingegneria, Fabio Fumagalli e Labics

Il nuovo piano dell’arena permetterà di ricostituire l’immagine originaria del Colosseo e della complessa macchina scenica degli ipogei, migliorandone al contempo la protezione e conservazione. Fruibile per l’intera superficie, il piano di calpestio, realizzato con lamine in materiale composito (fibre di carbonio e termanto) rivestite in legno di Accoya ruotabili e traslabili, sarà apribile in diverse configurazioni gestibili da remoto; completamente chiuso, proteggerà le strutture archeologiche sottostanti e contribuirà alla riduzione del carico idrico degli ambienti ipogei.

La leggerezza consentirà l’appoggio delle nuove strutture, isolate per la componente dinamica, sulle murature degli ipogei ottimizzando la distribuzione del carico sino a riportarlo sulle fondazioni originarie e al fine di escludere qualsiasi impedimento alla completa lettura delle strutture archeologiche. Tali materiali consentono inoltre l’utilizzo di una sezione strutturale particolarmente sottile, rinunciando così a qualsiasi interazione tra le nuove strutture e le emergenze archeologiche. Il sistema di appoggio alle murature sarà realizzato mediante la posa in opera di diversi strati che renderanno le murature ipogee isolate dal punto di vista chimico-fisico e inerti alle sollecitazioni orizzontali del sisma e alle forze dinamiche indotte dal camminamento dei visitatori sul piano dell’arena.

Dettaglio della soluzione strutturale, courtesy Milan Ingegneria, Fabio Fumagalli, Labics

Fortemente tecnologica, la sezione portante avrà funzioni strutturali e impiantistiche, conservando al proprio interno la predisposizione per l’installazione di dissuasori posti a protezione delle superfici apribili, l’illuminazione degli ambienti ipogei, l’impianto di abbattimento dei biodeteriogeni e l’impianto di raccolta e recupero delle acque meteoriche per l’alimentazione dei bagni pubblici (il Colosseo pre-pandemia accoglie più di 20.000 persone al giorno).

Le sezioni integrate, complanari all’estradosso del nuovo piano dell’arena, riproporranno in maniera idealizzata le strutture archeologiche sottostanti suggerendo, anche nella configurazione del piano completamente chiuso, la continuità di lettura tra le strutture ipogee e la cavea del Colosseo.

Tutte le strutture saranno completamente smontabili per eventuali manutenzioni e isolate rispetto alle strutture preesistenti assicurando così la completa reversibilità e il ripristino delle condizioni preesistenti.

La movimentazione sarà automatizzata, flessibile secondo diverse configurazioni, controllata da remoto e attivabile più volte al giorno. Le superfici apribili potranno essere gestite separatamente in modo da calibrare, assieme agli aspetti conservativi, anche la fruibilità delle aree e l’esperienza di visita.

Sezione longitudinale, courtesy Milan Ingegneria, Fabio Fumagalli, Labics

Il regime microclimatico sarà controllato mediante il continuo monitoraggio delle caratteristiche termiche e igrometriche degli ambienti ipogei per creare le condizioni più favorevoli per la conservazione dei beni.
Qualsiasi eventuale alterazione del microclima sarà gestita mediante un sistema di alert che consentirà di verificare, e nel caso modificare per il ripristino delle condizioni ottimali, i parametri incidenti: quantità di superficie aperta e/o chiusa, durata delle diverse configurazioni (aperta, chiusa, intermedie), insolazione diretta, velocità dell’aria, tasso di umidità.
Previsto anche un sistema di ventilazione meccanica, con unità controllate e gestite singolarmente, in grado di assicurare un completo ricambio dell’aria negli ambienti ipogei nell’arco di 30 minuti.

 

Team di progetto

  • Responsabile di progetto, progettazione strutture e sicurezza Milan Ingegneria
  • Progettazione architettonica Labics
  • Responsabile integrazione prestazioni specialistiche nella progettazione architettonica Architetto Fabio Fumagalli
  • Servizi di ingegneria e progettazione impianti Consilium
  • Restauro Croma

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