La shortlist del Premio Europeo dello Spazio Pubblico Urbano 2026
La shortlist del Premio Europeo dello Spazio Pubblico Urbano 2026
La shortlist del Premio Europeo dello Spazio Pubblico Urbano 2026
La shortlist del Premio Europeo dello Spazio Pubblico Urbano 2026
La shortlist del Premio Europeo dello Spazio Pubblico Urbano 2026
La shortlist del Premio Europeo dello Spazio Pubblico Urbano 2026
La shortlist del Premio Europeo dello Spazio Pubblico Urbano 2026
La shortlist del Premio Europeo dello Spazio Pubblico Urbano 2026
La shortlist del Premio Europeo dello Spazio Pubblico Urbano 2026
La shortlist del Premio Europeo dello Spazio Pubblico Urbano 2026
Sono 25 i progetti selezionati nella prima fase dell’edizione 2026 del Premio Europeo dello Spazio Pubblico Urbano, promosso dal Centre de Cultura Contemporània de Barcelona (Cccb).
Scelti tra 381 candidature provenienti da 38 Paesi – un dato record nella storia del premio –, gli interventi raccontano le trasformazioni in corso nelle città europee attraverso strategie di rigenerazione ecologica, riuso delle infrastrutture, accessibilità e adattamento climatico.

La giuria internazionale, presieduta da Eva Prats e composta da Angelika Fitz, Monika Konrad, Inês Lobo, Bas Smets e Philip Ursprung, ha valutato la qualità spaziale e formale degli interventi, la sensibilità nell’uso dei materiali e la capacità di inserirsi nei tessuti urbani esistenti, contribuendo ad affrontare temi come l’emergenza climatica, il ripristino ecologico e la coesione sociale.

I progetti selezionati interessano 14 Paesi e comprendono interventi realizzati a Parigi, Copenaghen, Barcellona, Lisbona, Bruxelles, Vienna e Varsavia, accanto a operazioni sviluppate in centri più piccoli.

Unico progetto italiano tra i 25 selezionati è il Parco della Pace di Vicenza, inaugurato nel 2025 e progettato da Martí Franch Batllori | Emf, Studio Franco Zagari, Its Engineering Company, Gaetano e Benedetto Selleri di Pa+n Associati.

L’intervento trasforma i 65 ettari dell’ex aeroporto Dal Molin in un parco ecologico, nel quale la gestione dell’acqua è uno degli elementi strutturanti del paesaggio.
Soluzioni nature-based contribuiscono al recupero della biodiversità e definiscono nuovi spazi collettivi, aprendo alla collettività un’area a lungo occupata da infrastrutture militari e aeroportuali.

Il riuso è il filo conduttore di buona parte dei progetti selezionati. A Mannheim, Hütten & Paläste ha convertito un ex magazzino militare in uno spazio pubblico sviluppato attraverso un processo partecipativo; a Porto, Nuno Valentim Arquitectura ha restituito alla città lo storico Mercado do Bolhão, conservandone il carattere commerciale e la trama di gallerie e percorsi interni.

A Vienna, StudioVlayStreeruwitz e Agence Ter hanno trasformato un’area ferroviaria dismessa in un’isola verde con funzione di connettore biologico.
A Parigi, Wagon Landscaping è intervenuto lungo la Petite Ceinture con un giardino urbano reversibile modellato dalla vegetazione spontanea.
Il Parc Żerański di Varsavia, progettato da topoScape e archigrest(già vincitori della precedente edizione del Premio con il Parco della Collina dell’Insurrezione di Varsavia) recupera invece un vecchio porto fluviale, assumendo le strutture industriali e la vegetazione che le ha progressivamente colonizzate come materiali del nuovo paesaggio.

Anche la mobilità è affrontata attraverso operazioni di diversa scala. La Plaça de les Glòries Catalanes di Barcellona, firmata da Agence Ter, Ana Coello Paisatge i Arquitectura e Meta Engineering–Quadrante, trasforma il precedente nodo viabilistico in un parco urbano, trasferendo parte dei flussi automobilistici a un livello inferiore.
A Lisbona, la Funicolare di Graça di Atelier Bugio migliora l’accessibilità tra il quartiere di Mouraria, il belvedere e il Castello.

A Piódão, in Portogallo, João Branco e Paula del Río hanno trasformato un parcheggio nella piazza principale del paese, utilizzando pietra e sistemi costruttivi locali. Il progetto assegna priorità ai pedoni e all’uso collettivo dell’unico spazio facilmente accessibile del centro abitato.

Numerosi interventi lavorano direttamente sul rapporto tra città, acqua e aumento delle temperature.
Il Grønningen-Bispeparken Climate Park di Copenaghen, progettato da Slacon Kerstin Bergendal (Sla) e Niras, recupera 20mila metri quadrati di terreno incolto attraverso un parco capace di incrementare la biodiversità.
A Brema, Waller Sand trasforma le opere di difesa dalle inondazioni in un sistema di dune, sedute e spazi balneari. A Breda, il progetto Nieuwe Mark riporta il fiume nel centro urbano, sostituendo i canali artificiali con sponde naturalizzate, ponti e percorsi accessibili.

A Spalato, Žnjan 3.0 trasforma 12 ettari di area costiera abbandonata in un paesaggio pubblico continuo e accessibile durante tutto l’anno, combinando infrastrutture climatiche, biodiversità e accesso al mare.
Alla scala territoriale, il Leça Green Corridor di Laura Roldão Costa si estende per 48 chilometri e collega quattro comuni portoghesi, costruendo un’infrastruttura paesaggistica dedicata alla rigenerazione ambientale, alla resilienza idrica e alla mobilità sostenibile.

La componente ecologica si confronta anche con spazi urbani storici. A Parigi, il piazzale dell’Hôtel de Ville è stato trasformato in una foresta urbana, integrando le nuove alberature con le strutture sotterranee e le fontane esistenti per ridurre le temperature e aumentare la biodiversità.
A Bruxelles, Kollektif landscape e Fallow hanno lavorato sulle piazze Flagey e Sainte-Croix attraverso un intervento di rinverdimento che conserva l’impianto originario e richiama la memoria degli antichi stagni della valle del Maalbeek.

Tra gli interventi temporanei figurano i Roundabout Baths di Leopold Banchini, che trasformano una rotatoria inutilizzata di Logroño in bagni pubblici e rifugio climatico, e i Public Thermal Baths di Methana, in Grecia, realizzati con strutture essenziali per rendere accessibile una sorgente termale e creare un luogo di incontro.

La selezione comprende inoltre il Therapeutic Garden dell’Expocenter di Kiev, progettato da Big City Lab e Pupa. Pensato per i veterani di guerra e aperto all’intera cittadinanza, lo spazio mette in relazione riabilitazione clinica e uso pubblico del parco, accompagnando i percorsi di reinserimento sociale e di cura della salute mentale.

Nelle 12 edizioni svolte il Premio Europeo dello Spazio Pubblico Urbano ha raccolto circa 2.800 candidature provenienti da 43 Paesi, costruendo un osservatorio sulle trasformazioni dello spazio collettivo nel continente. I progetti selezionati nel 2026 entreranno nel catalogo dell’edizione e nell’archivio online del premio.
Tra i 25 interventi la giuria sceglierà i cinque finalisti, che saranno annunciati il 9 settembre. Il 14 ottobre i gruppi selezionati presenteranno i propri progetti al Cccb di Barcellona; il vincitore sarà proclamato il giorno successivo, durante la cerimonia conclusiva.