LUGANO UNARCHITETTURA APERTA ALLA CITT

 

Anche Lugano ha il suo centro culturale dedicato alle arti visive, alla musica e alle arti sceniche.È il Lugano Arte e Cultura. Una nuova architettura nata con l’intento non solo di dialogare con la città, ma anche di valorizzare il ruolo della città svizzera quale crocevia culturale fra il nord e il sud dell’Europa.

Già nella struttura, il Lac dichiara la sua nuova centralità urbana.

Affacciato sul lungo lago, afferma un nuovo spazio urbano che è stato capace di generare la grande e accogliente piazza Luini, dalla quale si snodano percorsi di accesso al sistema museale, ma anche alla centralissima via Nassa, al cinquecentesco complesso della Chiesa degli Angeli, sino al retrostante parco che connette alla città alta.

In basso, il Lac e il suo inserimento nel contesto urbano e ambientale di Lugano  (© LAC 2015, foto Studio Pagi)

L´edificio di Gianola si apre alla città e crea nuovi spazi di relazione con il contesto urbano (© LAC 2015, foto Studio Pagi)

 

Ed è stato proprio questo l’intento che ha guidato la progettazione di Ivano Gianola, architetto locale ed esponente della scuola ticinese, che ha vinto il concorso internazionale nel lontano 2002.

Ivano Gianola, architetto della “scuola ticinese” (© LAC 2015, foto Studio Pagi)

 

Per Gianola è la piazza il vero progetto, dal momento che “non sono mai gli edifici a incarnare l’anima di un progetto, ma gli spazi vuoti”.

La sala concerti e teatrale del Lugano Arte e Cultura (© LAC 2015, foto Studio Pagi)

 

Il Lac, i cui lavori sono iniziati nel 2010, è pensato come un laboratorio internazionale, uno spazio di ricerca artistica volto a dialogare con la città e con il pubblico promuovendo le arti visive (nel museo e nel parco), la musica, la danza e le arti sceniche (nella sala teatrale e concertistica), gli spettacoli sperimentali (al Teatro Studio), gli incontri e i ricevimenti (nella grande sala superiore prospiciente il lago), le manifestazioni pubbliche (in piazza). 

Nel disegno, i volumi e le funzioni del centro culturale dedicato alle arti visive, alla musica e alle arti sceniche. Un´architettura ideata per dalogare con la città e per valorizzare il ruolo culturale di Lugano come crocevia culturale

L’opera di Gianola, che nel 2001 ha vinto il concorso a cui hanno partecipato 130 studi di architettura, si distingue per il forte legame che il progetto mantiene con l’ambiente in cui è inserito: nel Lac il punto di forza del progetto è l’assenza di separazione fisica tra le vie della città e l’edificio. Come la strada e la piazza, anche il piano terreno del Lugano Arte e Cultura è pensato per essere accessibile a tutti.

La conformazione della struttura che ospita il museo, sollevata da pilastri, non chiude lo spazio in un perimetro definito, ma lo apre al lago. Dalla piazza si possono poi prendere diverse direzioni: si può entrare al Lac per raggiungere il museo o il teatro, si possono attraversare le corti interne, entrare nel parco adiacente o incamminarsi verso il centro.

Nel disegno, l´inserimento del Lugano Arte e Cultura nel contesto urbano e geografico della città ticinese

I visitatori sono accolti in un’ampia hall di 650 metri quadrati, pensata come una grande finestra che rende appena percepibile il limite tra interno ed esterno. Si affaccia da un lato sulla nuova piazza Bernardino Luini e sul lago, dall’altro sull’anfiteatro esterno e sul parco creato a fianco del complesso.

La hall – nella quale si trovano la biglietteria, il bookshop e un caffè – è percorribile, come una normale via urbana: una scelta voluta per cercare di azzerare la separazione tra gli spazi fisici e un invito a vivere il Lac nella quotidianità di ogni giorno.

Con un volume di oltre 180mila metri cubi, il Lac sorge sul sedime dell’ex albergo Palace. Oltre alla grande hall, comprende una sala teatrale e concertistica, un importante spazio museale ed espositivo e diverse sale modulabili e polifunzionali per eventi artistici. L’intera superficie costruita misura circa 29mila metriquadrati, senza contare la grande piazza antistante la struttura e il parco retrostante. Il centro culturale, con tutto il comparto che lo costituisce, comprende alcuni gioielli architettonici già presenti o rinnovati, come l’importante chiesa di Santa Maria degli Angioli, che contiene affreschi cinquecenteschi di Bernardino Luini, il convento francescano e l’annesso chiostro.

La struttura è stata pensata al centro di una croce: ai suoi estremi ci sono il centro storico, la nuova espansione urbana che si estende verso Paradiso, il parco e il lago. Diventa così una sorta di cuore pulsante, un muscolo della città che dà vita e racchiude in se stesso diversi contenuti urbanistici.

La combinazione di antico e moderno è la caratteristica del Lac. I vincoli di mantenimento originario delle facciate dell’ex Grand Hotel Palace e dei resti del convento e del chiostro sono stati fondamentali per lo sviluppo del progetto. Questa parte della città rivive non solo grazie ai nuovi edifici pubblici, ma anche grazie alle parti storiche che riacquistano la loro funzione. Le sale al pianterreno del chiostro, ad esempio, diventano nuovi spazi riaperti alla cittadinanza, mentre i piani superiori saranno occupati dagli uffici.

Attraverso la hall si accede alla sala teatrale e concertistica (800 metri quadrati) con mille posti a sedere. La sala è un concentrato di soluzioni modulari e ingegneristiche che permettono di ospitare ogni tipo di spettacolo: dai concerti sinfonici a quelli jazz, dall’opera all’operetta alla danza al teatro di prosa. Questa versatilità si deve in particolare alla conchiglia acustica modulabile e a un sistema mobile della fossa orchestrale che può alzarsi fino al livello del palco, estendendolo fino alla prima fila di sedie.

Sul lato opposto della hall si accede invece al museo, nato dall’unione tra il Museo Cantonale d’Arte e il Museo d’Arte della città di Lugano. Sviluppato su tre piani espositivi per una superficie complessiva di 2.500 metriquadrati, ospita le prestigiose collezioni d’arte di Lugano e del Canton Ticino. Su un piano ha sede la mostra permanente, negli altri le temporanee. L’architettura museale è stata pensata per ospitare le opere d’arte e non per entrare in competizione con esse: gli spazi sono semplici, bianchi, flessibili e inondati di luce per meglio apprezzare le opere.

Completano la struttura architettonica, il Teatrostudio – dedicato agli spettacoli più piccoli e alla sala prove per le attività teatrali e concertistiche, dove sarà possibile montare anche le scenografie – diverse sale multiuso che rispondono a criteri di multifunzionalità. A pochi metri dalla struttura si trova infine lo Spazio 1, che ospita la collezione d’arte contemporanea Giancarlo e Danna Olgiati.

 


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