Myplant & Garden, il salone del florovivaismo e del paesaggio

Da mercoledì 18 febbraio a venerdì 20 ottocento espositori occuperanno 60.000 metri quadrati dei padiglioni 8-12 e 16-20 di Fiera Milano Rho per la decima edizione di Myplant & Garden, il Salone internazionale del florovivaismo, del garden e del paesaggio.

La manifestazione si articola in nove macrosettori: vivai, fiori, arredo, vasi, decorazione, paesaggio, servizi, tecnica e macchinari.
In particolare, il padiglione 8 sarà occupato da My Landscape, con nuova identità e la doppia sala convegni che ospiterà un denso calendario di incontri che va da David Chipperfiled Architects a Lombardini22, dal Politecnico di Milano a Green City Italia, dall’Istituto Crea alle Università di Firenze, Bologna e Bari, dall’Eurac all’Aiapp e ad altre rappresentanze di settore, centri di ricerca, ordini professionali, pubbliche amministrazioni.

 

 

Nel mondo, il valore della floricoltura e della produzione vivaistica è stimato in circa 54 miliardi di euro e in Italia ha superato i 3,25 miliardi di euro, in crescita del 23 per cento su base quinquennale

A livello territoriale, il Centro Italia concentra il 39 per cento del valore, trainato dalla Toscana, leader del vivaismo nazionale con oltre un miliardo di euro. Seguono Nord Italia (38 per cento, 1,23 mld di euro) e Sud Italia (23 per cento), con la Sicilia prima area produttiva del Mezzogiorno.

L’Italia si conferma esportatore netto, con un saldo commerciale positivo di 374 milioni di euro: esportazioni oltre 1,2 miliardi di euro e importazioni pari a 888 milioni di euro. I principali mercati di sbocco sono Francia, Paesi Bassi, Germania, Svizzera e Regno Unito.

Il settore fornisce anche un importante contributo alle soluzioni ambientali, in particolare nei centri urbani, attraverso la ricerca scientifica, l’innovazione, la progettazione, la fornitura e la cura di piante per parchi, alberature stradali, giardini e infrastrutture verdi.
In particolare, il verde urbano è oggi riconosciuto come infrastruttura strategica e tra le principali soluzioni per l’adattamento climatico (Climate-ADAPT).
La vegetazione urbana contribuisce al raffrescamento delle città, riducendo le temperature medie fino a 1–1,5°C, con valori localmente superiori, grazie a ombreggiamento ed evapotraspirazione. Migliora inoltre la qualità dell’aria, assorbendo NO₂, O₃ e particolato sottile, e limita il rischio di allagamenti favorendo l’infiltrazione delle acque piovane.
Le strategie più efficaci puntano su una diffusione capillare del verde: alberature stradali, pocket parks, tetti e facciate verdi, cortili e reti ecologiche. Il modello 3-30-300 (OMS, UNECE) fissa obiettivi chiari: almeno tre alberi visibili da ogni abitazione, il 30 per cento di copertura arborea a livello di quartiere e un grande spazio verde raggiungibile entro 300 metri.

I benefici sono anche economici e sociali. Nel 2025 in Italia si sono registrati oltre 370 eventi climatici avversi, con perdite stimate in 11,9 miliardi di euro: senza adeguate politiche, i danni potrebbero superare il 5 per cento del Pil entro il 2050.
Lo stress da calore comporta inoltre una perdita globale stimata di 80 milioni di posti di lavoro equivalenti. Sul piano della salute inoltre, la prossimità al verde è associata a una riduzione fino al 25 per cento del rischio di malattie croniche e a un miglioramento della salute mentale.

In conclusione, investire nel verde urbano significa ridurre i rischi climatici e migliorare salute e benessere, in coerenza con la Strategia UE per la biodiversità 2030.

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