Nel progetto di g21 arquitectura il portico ‘difende’ lo spazio pubblico

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A Colonia Reforma, quartiere periferico di Tijuana (Messico, al confine con gli Stati Uniti), caratterizzato da insediamenti informali e problemi di sicurezza, gi21 arquitectura ha progettato un parco pubblico che riunisce spazi per il gioco, lo sport e le attività collettive.
L’intervento nasce da un concorso promosso dalla Secretaría de Desarrollo Agrario, Territorial y Urbano (Sedatu) per la realizzazione di un secondo parco nel quartiere, con il coinvolgimento dell’unità di divulgazione della Facoltà de Arquitectura dell’Universidad Nacional Autónoma de México.

 

Il campo polifunzionale e la gradonata in calcestruzzo, utilizzata anche come scala, ph. ©Mariola Soberon.

 

Durante il primo sopralluogo, lo studio ha esaminato le condizioni del lotto e le sue criticità. Posta alla base di un pendio occupato da abitazioni informali, l’area si presentava come una spianata in terra battuta, priva di illuminazione notturna e poco frequentata. Una prima sistemazione, realizzata dall’amministrazione locale nel 2018, non aveva ottenuto i risultati sperati. A questi aspetti si aggiungevano un budget contenuto, scarse risorse per la manutenzione e un tempo di costruzione inferiore a sei mesi.

 

Il portico offre un percorso ombreggiato intorno alle aree ricreative del parco, ph. ©Mariola Soberon.

 

La risposta progettuale si è concentrata su pochi elementi, robusti e facilmente riconoscibili. Il principale è un percorso coperto disposto lungo il perimetro, che delimita il parco senza separarlo dal quartiere.
Il portico offre ombra e protezione e, allo stesso tempo, permette di osservare le aree interne, destinate ai giochi per bambini e alle attività polifunzionali.

La struttura poggia su plinti isolati collegati da travi. Alla maglia regolare dei pilastri in calcestruzzo a vista si affiancano elementi secondari della stessa sezione, disposti secondo un ritmo irregolare. Con il movimento del sole, la sequenza produce sul terreno un disegno mutevole di luci e ombre. La copertura a quattro falde inclinate verso l’interno ne accentua il carattere raccolto.

 

Il portico in calcestruzzo e la vegetazione composta da specie adatte al clima arido, ph. ©Mariola Soberon.

 

Il calcestruzzo assume una tonalità beige grazie alla sabbia e alla ghiaia locali utilizzate nell’impasto, senza aggiunta di pigmenti. Lo stesso materiale definisce i servizi igienici e gli arredi fissi, assicurando resistenza e ridotte esigenze di manutenzione.
Nei bagni, piccole aperture collocate ad altezze differenti portano la luce naturale all’interno, evitando l’impiego di vetro o componenti fragili; le porte scorrevoli sono realizzate in acciaio corten non trattato.

 

La copertura inclinata verso l’interno racchiude l’area giochi e le zone piantumate, ph. ©Mariola Soberon.

 

Il programma comprende anche una pista per la corsa e un campo utilizzabile per il basket e il calcio. Il dislivello naturale del terreno è stato sfruttato per ricavare una gradonata che funge anche da scala, composta da fasce in calcestruzzo accostate. Un totem traforato in corten segnala il parco e introduce un elemento verticale in contrasto con lo sviluppo orizzontale del portico.

 

L’area giochi vista attraverso la vegetazione; sullo sfondo, le abitazioni sorte lungo il pendio, ph. ©Mariola Soberon.

 

La vegetazione è stata selezionata per conservare la visibilità all’interno dell’area. Lungo il perimetro sono distribuite specie resistenti al clima arido, tra cui sotol, agavi e palme, mentre alberi dal fogliame leggero ombreggiano la zona dei giochi.
Gli esemplari con le chiome più dense, già presenti ai margini del lotto, sono stati mantenuti. Le pavimentazioni in terra compattata e ghiaia riprendono le tonalità del calcestruzzo e contribuiscono a contenere la polvere.

 

Una vista dall’alto del percorso coperto che delimita l’area ricreativa, ph. ©Mariola Soberon.

 

Il Parque Reforma II è stato concepito come una struttura disponibile a usi e trasformazioni future. La copertura del portico può accogliere interventi di arte urbana, diventando una tela affidata agli artisti del quartiere. Anche l’architettura, nelle intenzioni dello studio, costituisce una base che gli abitanti possono progressivamente fare propria attraverso le attività e l’uso quotidiano dello spazio.

 

La sequenza irregolare dei pilastri mantiene la visibilità tra il percorso coperto e il campo sportivo, ph. ©Mariola Soberon.

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