Prima di Photoshop e dell’AI: i fotomontaggi di Francesco Somaini in mostra alla Braidense

In occasione del centenario della nascita di Francesco Somaini (1926-2005), la sala Maria Teresa della Biblioteca Nazionale Braidense di Milano ospita, dal 12 maggio al 6 giugno 2026, la mostra documentaria Somaini. Premonizioni: l’arte del fotomontaggio.

L’esposizione, curata da Fulvio Irace, in collaborazione con la Fondazione Francesco Somaini Scultore ETS di Milano, presenta un centinaio di lavori provenienti dall’archivio dell’artista (disegni, documenti, fotografie, foto-collage e fotomontaggi), realizzati tra il 1970 e il 1979, per lo più inediti o poco visti. Opere che permettono di seguire l’evoluzione e la maturazione della originale officina creativa di Somaini nel decennio in questione, contrassegnata da una profonda riflessione sul rapporto tra scultura, architettura, città e ambiente in una prospettiva di “ecologia totale”.

 

4. Antropoammonite: parte di un edificio urbano ad accentuata simbologia, 1975-76, fotomontaggio. Courtesy Archivio Francesco Somaini / Fondazione Francesco Somaini Scultore Ets.

 

Questa ricerca era sfociata nella realizzazione di una serie di fotomontaggi dedicati a New York (1974-76), Arcevia (1976), Mantova (1977), Venezia (1978) e Duisburg (1978-79), a suo tempo presentati in grandi occasioni espositive in Italia e all’estero. La riflessione venne innescata dall’incontro di Somaini con la cultura statunitense a partire dal 1960 e confluita nella realizzazione di opere monumentali ad Atlanta, Baltimora e Rochester nel 1970.

 

Torri: i simboli minacciosi del potere non cambiano, 1977, fotomontaggio. Courtesy Archivio Francesco Somaini / Fondazione Francesco Somaini Scultore Ets.

 

Per circa dieci anni, Somaini affianca agli attrezzi da scultore la macchina fotografica per rendere più incisiva la sua battaglia contro il decadimento delle città e dei territori sotto la pressione di un’industrializzazione selvaggia e della gentrificazione dei borghi storici. «Il fotomontaggio – sosteneva lo scultore – ha una forza di impatto sul pubblico che gli deriva dalla fotografia e dalla supposizione di verità che circonda, nell’opinione comune, la fotografia stessa per cui la manipolazione che incide su codesta credibilità acquista un più forte valore provocatorio».

 

Morte a Venezia: morte per turismo, 1978, fotomontaggio. Courtesy Archivio Francesco Somaini / Fondazione Francesco Somaini Scultore Ets.

 

La rassegna propone un itinerario distribuito in dodici espositori, che si conclude all’alba degli anni Ottanta con i fotomontaggi della serie Ammonizioni e premonizioni per Duisburg, di cui sono esposti disegni inediti di particolare rilevanza con l’obiettivo di riproporre la “questione” Somaini a un pubblico che, mezzo secolo dopo, ha strumenti e sensibilità atti a comprendere le sue visioni secondo una prospettiva ambientalista che reclama spazio alla Natura in formule non stereotipate e innovative.

 

Scultura-ponte percorribile, 1970, pennarello su carta. Courtesy Archivio Francesco Somaini / Fondazione Francesco Somaini Scultore Ets.

 

Due espositori sono, inoltre, riservati alle pubblicazioni relative a questo argomento, da Urgenza nella città (1972) a Corpo Urbano: dalla scultura alla città. Scritti polemici (1970-1982), a cura di Fulvio Irace, recentemente pubblicato da Johan & Levi (2026).

Questa è la prima di una trilogia di esposizioni, accolte in spazi milanesi, tutte curate da Fulvio Irace, cui seguiranno, in autunno, Giardini inquieti al Casva, Centro di Alti Studi per le Arti Visive, e Corpo Urbano, nella sede della Fondazione Francesco Somaini Ets.

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