Le previsioni del Centro Studi Unicmi sul mercato dell’involucro edilizio per il 2026 e il 2027 sono moderatamente positive, ma dipenderanno dall’evoluzione degli scenari di guerra in Medio Oriente e dal conseguente andamento del costo dell’energia.
Per il mercato delle costruzioni le previsioni per il 2026 confermano una correzione del mercato residenziale (-1,9%), che sarà mitigata dall’andamento del settore non residenziale in buona parte trainato dagli appalti di riqualificazione degli edifici pubblici (+4,4%).
Nel 2027 la crescita del settore non residenziale rallenterà (+2,7%) e si dovrebbe registrare anche una prima inversione di tendenza nel comparto residenziale, che crescerà del 2%, dopo tre anni di forte ridimensionamento.
Involucro edilizio
Nel 2025 il mercato dei serramenti e delle facciate continue ha subito una contrazione dell’1,2 per cento rispetto all’anno precedente e si attesta a 8,2 miliardi di euro, con il residenziale che vale circa 4,8 miliardi di euro (con una contrazione del 6,7 per cento). Il mercato non residenziale (3,4 miliardi di euro) è cresciuto invece del 7,9 per cento.
Nel 2026 il rapporto prevede che nel residenziale i serramenti subiranno un’ulteriore contrazione del 2 per cento, mentre il mercato dei serramenti e delle facciate nel non residenziale crescerà del 4,5 per cento.
Primi segnali di ripresa per il residenziale solo nel 2027 con un possibile +1,9 per cento.
I bonus edilizi
Unicmi stima che gli incentivi fiscali per la sostituzione degli infissi abbiano sostenuto nel 2025 una domanda di serramenti pari a 3,45 miliardi di euro. Di questi, secondo dati Enea, circa 2,7 miliardi provengono dall’Ecobonus, a cui vanno sommati, secondo le stime Unicmi, circa 700 milioni derivanti dal bonus casa.
Per il 2026 si stima che il valore della domanda sostenuta dagli incentivi fiscali sarà di circa 1,6 miliardi di euro: si tratta di un drastico calo che inciderà soprattutto sul Pvc, con un ridimensionamento evidenziato anche dalla contrazione delle importazioni di serramenti finiti, che nel 2023 avevano superato il miliardo di euro di valore di ingresso per scendere a 900 milioni nel 2024 e crollare a 216 milioni nel 2025 (dati provvisori Istat).
Il responsabile dell’Ufficio Studi Unicmi Carmine Garzia ha dichiarato: «Il 2025 è stato un anno positivo, soprattutto per i serramenti di alluminio, che hanno beneficiato della domanda nella fascia alta del mercato residenziale e nel comparto non residenziale. Dobbiamo attenderci un 2026 e un 2027 positivi nel non residenziale soprattutto se la filiera dell’alluminio saprà approfittare degli investimenti pubblici. Il mercato delle facciate continua a dare segnali incoraggianti, tuttavia permangono criticità legate ai margini e alla situazione finanziaria delle aziende costruttrici di facciate. Il vero problema potrebbe derivare dall’inflazione importata, dovuta all’aumento del costo dell’energia e dei carburanti. Se non si stabilizza la situazione internazionale, è difficile che le previsioni finora formulate possano essere confermate».
Da questo punto di vista Mauro Durazzi, Presidente Unicmi, sottolinea come «il protrarsi del conflitto in Medio Oriente rappresenta un elemento di forte incertezza per il futuro del settore. L’aumento del costo dell’energia e i bombardamenti ai siti produttivi nel Golfo provocano impatti significativi sul costo e la disponibilità dell’alluminio, rischiando di vanificare uno dei fattori alla base della domanda in questi anni, in termini di recupero delle quote di mercato».