Reggio Emilia, la costruzione della città moderna. Un’esposizione

Promossa dalla Fondazione Palazzo Magnani in collaborazione con il Comune di Reggio Emilia e la Biblioteca Panizzi, fino all’8 febbraio 2026 a Palazzo da Mosto la mostra La costruzione della città moderna: gli archivi degli architetti del ‘900 a Reggio Emilia ripercorre l’evoluzione urbana della città con uno sguardo approfondito sugli archivi lasciati dai principali protagonisti dell’architettura e dell’urbanistica reggiana del secolo scorso.

 

3. Enea Manfredini. Arcispedale Santa Maria Nuova, Reggio Emilia, 1955 (Foto Stanislao Farri)

 

Provengono dalle collezioni della Biblioteca Panizzi i disegni originali di Guido Tirelli, Pietro Cavicchioni, Prospero Sorgato, Carlo Lucci, Osvaldo Piacentini e della Cooperativa Architetti e Ingegneri e Antonio Pastorini. Sono inoltre esposti materiali provenienti dagli archivi privati, resi disponibili dagli eredi di Eugenio Salvarani e Enea Manfredini.

 

2. Antonio Pastorini. Stabilimento Max Mara, Reggio Emilia, 1961 (Foto Stanislao Farri, FBP)

 

«La conoscenza e l’analisi di questo importante nucleo di archivi di architettura – scrive Giordano Gasparini, con Andrea Zamboni co-curatore dell’esposizione – coinvolge autori che hanno operato nelle diverse fasi del Novecento e ci permette di leggere con continuità, senza interruzioni e con poche lacune l’evolversi dei progetti relativi a Reggio Emilia e alla nascita della città contemporanea. Dal tardo liberty di Guido Tirelli, al passaggio dall’eclettismo al razionalismo di epoca fascista di Prospero Sorgato e Pietro Cavicchioni, al Razionalismo maturo e monumentale di Enea Manfredini, fino all’esperienze del dopoguerra di Carlo Lucci, della Cooperativa architetti e Ingegneri e dei suoi protagonisti, quali Osvaldo Piacentini, Antonio Pastorini e Eugenio Salvarani, portando con sé anche i dibattiti e i confronti che hanno accompagnato la storia dell’architettura internazionale nel Novecento».

 

Carlo Lucci. Condominio di via Sessi, vista di un interno, 1963

 

Tra i tanti progetti ricostruiti attraverso i materiali di archivio, la risistemazione dell’Hotel Postae del Teatro Ariosto (Guido Tirelli), il Mercato Coperto e il Cimitero Monumentale (Prospero Sorgato), Villa Ferretti (Cavicchioni), il Cinema Ambra e l’intervento Della Robbia(Lucci), il Seminario, i quartieri INA Casa di via Wybicki e di Via Bismantova (Enea Manfredini), la Coop1 e il cosiddetto Grattacielo (Cooperativa Architetti e ingegneri), la sede Max Mara di via F.lli Cervi e Palazzo Caminati (Pastorini e Salvarani).

 

Guido Tirelli, Albergo Posta, prospetto, 1926

 

L’esposizione, è accompagnata da un catalogo pubblicato da Edizioni thedotcompany, con la prefazione di Marco Massari e i testi, tra gli altri, di Margherita Guccione, Andrea Zamboni, Giordano Gasparini, Laura Gasparini, Alessandro Gazzotti, gli approfondimenti dedicati ai singoli archivi e un ricco apparato iconografico.

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