Rifiuti edili, solo lo 0,4 per cento viene reimpiegato nei cantieri

Ogni anno in Italia si producono 81 milioni di tonnellate di rifiuti edili ma solo lo 0,4 per cento ritorna in cantiere. È quanto emerge dal Report 2026 di Quattro A, società del Gruppo Seipa, attiva nei settori estrattivo, del trasporto, del recupero e del riciclo dei materiali inerti.

Per il 98 per cento «il materiale viene correttamente riciclato, ma non trova ancora un impiego diffuso nelle nuove costruzioni – spiegano gli analisti di Quattro A. Questo limita l’impatto positivo che il settore potrebbe generare in termini di riduzione delle emissioni e di minore consumo di materie prime».

Accanto al quadro nazionale, il report richiama le best practice industriali: nei siti del Gruppo Seipa il tasso di sostituzione degli aggregati supera il 50 per cento, a dimostrazione che la chiusura del ciclo è possibile su scala industriale. L’obiettivo dichiarato è arrivare al 60 per cento entro il 2026.

Se il tasso di sostituzione a livello nazionale fosse del 60 per cento avremmo un risparmio di oltre 20 milioni di tonnellate l’anno di materiali vergini e una riduzione di emissioni di CO2 di circa 4,6 milioni di tonnellate.

Dal riciclo al reimpiego: per questa transizione, concludono gli analisti di Quattro A, «servono filiere integrate e un dialogo più stretto tra imprese, progettisti e stazioni appaltanti per trasformare un’eccellenza industriale in un risultato di sistema».

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