Sodon Lake House, adeguare il Moderno al contemporaneo

Il progetto di ristrutturazione della Sodon Lake House, firmato dallo studio Disbrown Iannuzzi a Bloomfield Township, nel Michigan, affronta il tema dell’aggiornamento prestazionale dell’architettura moderna attraverso un intervento mirato sull’involucro e sull’organizzazione interna.

 

Ingresso principale e prospetto su strada: il nuovo involucro combina isolamento a cappotto, rivestimento in cedro e copertura in lamiera aggraffata, aggiornando le prestazioni senza alterare l’impianto modernista originario, ph. ©Christopher Payne / Esto.

 

La casa, costruita negli anni Cinquanta e rimasta disabitata per diversi anni, sorge su un lotto in pendenza affacciato su uno dei pochi laghi al mondo in cui l’acqua rimane divisa in strati con temperature diverse che non si mescolano mai completamente.

 

Dettaglio della facciata con rivestimento in cedro non trattato, scelto per ventilazione passiva, durabilità e integrazione con il contesto naturale, ph. ©Christopher Payne / Esto.

 

All’esterno l’edificio conserva la scala e il profilo discreto dell’atomic ranch – tipologia di casa unifamiliare americana diffusa tra la fine degli anni Quaranta e i Sessanta – mentre la sezione interna è definita da una successione di livelli intermedi che articolano gli ambienti senza ricorrere a una rigida compartimentazione. Questa configurazione spaziale, mantenuta e valorizzata dal progetto, consente una distribuzione fluida delle funzioni domestiche e una relazione costante con il paesaggio circostante.

 

Prospetto della casa dopo l’intervento di Disbrown Iannuzzi, che ha aggiornato l’involucro senza alterare l’impianto modernista originario, ph. ©Christopher Payne / Esto.

 

Il cuore dell’intervento riguarda il miglioramento delle prestazioni ambientali di un organismo edilizio nato in un’epoca in cui il tema dell’isolamento si limitava alla protezione dalle intemperie.

Le murature in laterizio – prive di coibentazione – sono state rivestite con un sistema di isolamento a cappotto, scelta che ha consentito di incrementare l’efficienza termica senza alterare l’impianto strutturale originario. Il nuovo rivestimento bianco contribuisce inoltre a ridefinire l’immagine della casa, accentuandone la luminosità.

 

Living al piano superiore con la struttura a capriate e le ampie superfici vetrate che amplificano la relazione con il paesaggio, ph. ©Christopher Payne / Esto.

 

Il precedente rivestimento ligneo, ormai compromesso, è stato sostituito da una facciata ventilata in cedro non trattato. Oltre a migliorare la ventilazione passiva, il materiale è stato selezionato per la sua capacità di invecchiare naturalmente e dialogare con il contesto boschivo.
Una copertura in lamiera aggraffata completa l’aggiornamento dell’involucro puntando su durabilità e riciclabilità.

 

Spazio centrale organizzato su livelli sfalsati, ph. ©Christopher Payne / Esto.

 

All’interno, il progetto prosegue secondo una logica di sottrazione. La riorganizzazione degli spazi privilegia la continuità dei percorsi e l’accesso alla luce naturale, rafforzato dall’inserimento di ampie superfici vetrate.
Le finiture sono ridotte all’essenziale: superfici chiare, materiali a bassa manutenzione e trattai con finuiture che non emettono sostanze organiche volatili (Voc).

Il solaio in calcestruzzo è stato lasciato a vista e lucidato, eliminando rivestimenti superflui e contribuendo alla definizione di un ambiente sobrio e coerente dal punto di vista materico.

 

La scala in legno organizza il passaggio tra i livelli e struttura la vista dall’ingresso verso la zona giorno, in un interno definito da superfici chiare e arredi integrati, ph. ©Christopher Payne / Esto.

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