THE MATRIX BUILDING

La nuova facoltà di ingegneria e tecnologia informatica dell’università di Sydney comunica immediatamente la sua identità attraverso una pelle di rivestimento iconica e funzionale. 

Selezionato tra gli oltre sessanta elaborati presentati nell’ambito di un concorso internazionale, il progetto dello studio australiano Denton Corker Marshall definisce un’architettura pensata per integrarsi con il contesto urbano e allo stesso tempo capace di distinguersi dagli edifici limitrofi per le intrinseche qualità estetiche e tecnologiche. L’edificio è situato in un quartiere urbano di primo piano e segna il punto d’accesso all’area riqualificata del campus universitario all’estremità meridionale del Central Business District di Sydney. Nel suo proporsi come un elemento scultoreo, la nuova sede universitaria si distingue dallo stile architettonico più tradizionale delle costruzioni vicine e dalle torri del complesso di Fraser Broadway che fronteggiano il lotto.

 

La sede della facoltà di informatica dell’Università di Sydney, e, sopra, il suo inserimento nel Central Business District (courtesy Denton Corker Marshall)

L’edificio si sviluppa su quattordici livelli fuori terra, oltre a quattro interrati, destinati a ospitare sale conferenze, uffici per il personale accademico, aule per seminari, laboratori didattici e di ricerca, aree ricreative e di ristorazione, parcheggi per auto e biciclette. La struttura architettonica è avvolta da un rivestimento metallico formato da quattro piastre inclinate e oblique realizzate con fogli di alluminio forato secondo un pattern derivato dal codice binario che indica la facoltà dell’università di Sydney. La facciata è intervallata da alcuni tagli che squarciano la superficie metallica e che, simili a branchie, enfatizzano il concetto di pelle di rivestimento consentendo simbolicamente all’edificio di respirare.

 

 

Uno schizzo progettuale e la facciata del nuovo edificio ( courtesy Denton Corker Marshall)

L’immagine della fenditura è ripresa nell’atrio a sviluppo verticale e allungato che connette visivamente e funzionalmente gli spazi dedicati all’insegnamento, all’apprendimento e alle relazioni sociali. Questo ambiente dinamico è caratterizzato da scale a vista, passerelle di collegamento tra i piani disposte in maniera apparentemente causale e sale per incontri informali. L’estetica degli interni è ispirata alle architetture industriali e prevede l’utilizzo di cemento a vista e acciaio cor-ten. L’atrio è dotato di un ingresso a piano terra illuminato da luce naturale e connette direttamente la facoltà al quartiere circostante.

 

Dall´alto, vista dell´atrio principale e degli interni della facoltà (courtesy Denton Corker Marshall)


Il progetto degli interni è frutto di un approccio pedagogico innovativo mirato a soddisfare le esigenze degli studenti e degli altri utenti della facoltà grazie all’impiego delle più avanzate tecnologie, dalla robotica all’informatica fino alla visualizzazione 3D del Data Arena, il centro di ricerca più avanzato nel suo genere in Australia. Nell’intervento sono state adottate soluzioni progettuali per assicurare elevati standard di comfort e sostenibilità ambientale. Certificato con un minimo di cinque stelle del locale standard di sostenibilità Green Star, il progetto è stato studiato per raggiungere un risparmio energetico del 30-45% e idrico del 20-30% e una riduzione del 50% nelle emissioni di gas serra rispetto a edifici di analoghe dimensioni – l’ombreggiatura dell’edificio assicurata dalla facciata metallica porterà da sola a un risparmio energetico stimato intorno al 10-15%.

(courtesy Denton Corker Marshall)

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