Una grande corte interna, due ordini di ballatoi e una scala attraversata da inserti dorati definiscono Mexická, ristorante progettato dallo studio 20–20–Architekti all’interno di un’ex fabbrica di birra nell’eclettico quartiere di Holešovice, a Praga. Il locale occupa una superficie di 890 metri quadrati e riunisce nella stessa architettura sala, cucine a vista e spazi dedicati alla preparazione dei cocktail.

Commissionato dal gruppo di ristorazione Together, il progetto interpreta la cultura messicana attraverso l’organizzazione degli spazi, i materiali e gli apparati decorativi. Kristina Sudreová, Zdeněk Rychtařík, Václav Červenka, František Vorel e Lukáš Novák hanno sfruttato l’altezza dell’edificio industriale inserendo due livelli di gallerie affacciate su un vuoto centrale. La nuova struttura è costituita da telai in acciaio con travi Heb verniciate in blu e pavimentazioni in tavole di rovere massello.

Al centro, una scala a più rampe organizza i collegamenti verticali e diventa l’elemento principale dell’interno, per il disegno e per il trattamento delle superfici. I gradini sono composti da pannelli fresati e assemblati, rivestiti con resina epossidica e scaglie dorate. Inserti in vetro calpestabile e punti luce integrati accentuano la profondità della struttura.

In corrispondenza del pianerottolo superiore, il pavimento trasparente poggia su sottili profili metallici e su due pilastri circolari, alleggerendo visivamente il passaggio sospeso. Una rete in acciaio nero sostituisce i parapetti tradizionali lungo scale e ballatoi.
Il ristorante è organizzato attorno alla relazione diretta tra le sale e le diverse aree di preparazione. Tortillas, tacos e piatti cotti alla griglia o nel forno a legna vengono realizzati davanti agli ospiti; una postazione distinta è riservata al ceviche.

Al piano superiore, un ampio bancone per i cocktail è collegato a un’esposizione di bottiglie che si prolunga verticalmente verso la galleria sovrastante.

I pilastri che sostengono le gallerie sono rivestiti con rilievi in cemento romano ispirati alla scrittura e all’apparato figurativo maya. I segni sono stati elaborati dal graphic designer Petr Štěpán insieme agli architetti e agli scultori, fino a comporre un alfabeto originale destinato a Mexická. Altri interventi sulle pareti richiamano stratificazioni storiche e caratteri degli spazi urbani messicani.

La palette, prevalentemente scura, lascia emergere il turchese delle strutture metalliche, l’oro della scala e le tonalità calde del legno e della pelle. Al piano terra, la pavimentazione in terrazzo con mosaico di marmo introduce una trama più minuta. Anche i tavoli diventano parte della narrazione materica: alcuni piani incorporano nella resina chicchi di mais, fagioli e peperoncini, altri accostano listelli di legno e pannelli impiallacciati. Vetro, rete metallica e acciaio inossidabile completano un interno nel quale struttura, arredi e apparati grafici concorrono alla costruzione di un unico ambiente.
