Una scuola in legno e terra cruda cresce intorno a un giardino

+2
View Gallery

A Évry-Courcouronnes, nell’area metropolitana di Parigi, cinque edifici in terra cruda e legno compongono il nuovo polo per l’infanzia e lo sport progettato dallo studio Hemaa.
Distribuito lungo la pendenza naturale del terreno, il complesso riunisce scuola materna ed elementare, centro per l’infanzia, mensa e tribuna dello stadio del Parc des Loges.

 

Vista aerea del complesso: i volumi dedicati alla scuola e ai servizi per la prima infanzia si dispongono intorno al giardino, mentre la tribuna definisce il margine verso lo stadio, ph. ©Sergio Grazia.

 

I diversi volumi si dispongono intorno a un giardino centrale, protetto rispetto alla strada ma aperto verso il parco. Passaggi vetrati collegano le funzioni mantenendone l’autonomia e costruiscono una sequenza di percorsi illuminati naturalmente, dai quali gli spazi esterni rimangono sempre visibili.
Il progetto segue il dislivello esistente e affida all’articolazione delle coperture il compito di raccordare le differenti quote.

 

Vista dall’alto di uno degli edifici affacciati sul giardino centrale. La copertura verde contribuisce alla gestione delle acque meteoriche e al comfort termico, ph. ©Sergio Grazia.

 

Il centro sportivo per ragazzi del Parc des Loges occupa una superficie di 2.444 metri quadrati, alla quale si aggiungono 3.854 metri quadrati di spazi aperti e un parcheggio interrato.
Il programma comprende anche locali per l’allenamento e una tribuna da trecento spettatori, concepita come ampliamento delle attrezzature sportive già presenti.

 

Le facciate alternano setti portanti in terra cruda compattata e ampie superfici vetrate, ph. ©Charles Bouchaib.

 

Fondato nel 2018 da Charles Hesters e Pierre Martin-Saint-Etienne, Hemaa Architectes sviluppa un’architettura attenta al contesto e improntata alla sobrietà costruttiva, con particolare attenzione verso l’impiego di materiali naturali e nel rapporto tra edifici, usi e spazi aperti.
In questo caso lo studio ha impostato l’intervento a partire da una palette ridotta di materiali di origine naturale: le facciate sono formate da pareti portanti in terra cruda dello spessore di cinquanta centimetri, isolate con lana di canapa, mentre la struttura interna è interamente in legno.

 

L’ingresso del polo per l’infanzia, definito dalle pareti in terra cruda compattata. Per le facciate sono stati impiegati 665 metri cubi di terra proveniente dagli scavi della metropolitana Grand Paris Express, ph. ©Sergio Grazia.

 

Per realizzare 1.330 metri quadrati di murature sono stati impiegati 665 metri cubi di terra proveniente dagli scavi dei tunnel della metropolitana Grand Paris Express.
Lasciata a vista, la superficie stratificata racconta direttamente il processo costruttivo e introduce nell’architettura scolastica una componente materica e tattile, in contrasto con il carattere prevalentemente minerale del quartiere.
Il basamento in calcestruzzo strutturato a ridotta impronta di carbonio protegge le parti più esposte agli urti e all’usura. Aperture vetrate collocate a sessanta centimetri da terra permettono anche ai bambini più piccoli di guardare all’esterno, mantenendo al tempo stesso un adeguato grado di protezione e riservatezza.
Negli interni, legno e terra definiscono ambienti dai toni caldi, nei quali strutture e materiali sono lasciati in gran parte a vista.

 

La tribuna coperta da trecento posti affacciata sulla pista dello stadio del Parc des Loges, ph. ©Sergio Grazia.

 

I percorsi proseguono all’aperto tra querce, frassini, aceri e olmi di nuova piantumazione. Il giardino è attraversato da sentieri, con una radura centrale destinata al gioco libero. Il riferimento dichiarato è quello dei Waldkindergarten, i giardini d’infanzia nel bosco nei quali il rapporto diretto con la natura diventa parte dell’esperienza educativa.

 

La struttura lignea scandisce gli interni, aperti verso i cortili e la vegetazione attraverso vetrate a tutta altezza, ph. ©Sergio Grazia.

 

La vegetazione contribuisce inoltre a limitare l’effetto isola di calore e ad accrescere la biodiversità locale. Le coperture verdi, dotate di uno strato di substrato compreso tra quindici e venti centimetri, partecipano alla gestione delle acque meteoriche e migliorano il comportamento termico degli edifici.

Orientamento, profondi aggetti e schermature regolabili favoriscono l’ingresso del sole in inverno, proteggono le aule nei mesi più caldi e sostengono la ventilazione naturale estiva.

 

Le grandi vetrate delle aule stabiliscono un rapporto diretto con il giardino centrale. La struttura in legno e parte degli impianti sono a vista, ph. ©Sergio Grazia.

 

Lo stesso linguaggio architettonico prosegue nel settore sportivo. La copertura della tribuna si abbassa gradualmente verso l’area ricreativa, così da non sottrarre luce e visuali ai cortili scolastici. Scuola, giardino e impianti per lo sport formano così un’unica attrezzatura pubblica, aperta a utenti di età diverse e costruita intorno a una successione continua di spazi interni e all’aperto.

 

Dettaglio della muratura portante in terra cruda compattata, impostata su un basamento in calcestruzzo a ridotta impronta di carbonio, ph. ©Charles Bouchaib.

© 2020 IoArch. All Rights Reserved.

Scroll To Top