A San José del Cabo, nella Baja California Sur, lo studio messicano Central de Arquitectura ha firmato la trasformazione di un hotel degli anni Ottanta in un complesso residenziale contemporaneo capace di dialogare con il paesaggio costiero tra deserto e oceano. Il progetto Casa Nima nasce infatti dalla riconversione dell’ex Howard Johnson Los Cabos del 1984, reinterpretato come insieme abitativo orientato alla vita comunitaria e al rapporto con il clima e la vegetazione locale.

L’intervento parte dal riuso della struttura esistente, preservandone l’impronta a terra e introducendo interventi puntuali di consolidamento. In circa due anni di lavori il complesso è stato riconfigurato attraverso la riabilitazione di otto torri e due moduli residenziali, trasformando le 172 camere originarie in 151 unità abitative di dimensioni più generose e meglio orientate verso le viste del Pacifico.

L’impianto è organizzato attorno a una grande piscina centrale, fulcro dello spazio collettivo. Intorno a questo vuoto si dispongono gli edifici residenziali e le aree comuni, mentre percorsi pedonali alberati collegano i diversi servizi favorendo un uso informale degli spazi condivisi. Le tipologie comprendono Garden Houses con giardino privato, appartamenti con ampie terrazze e penthouse con rooftop panoramici.

Uno dei riferimenti progettuali è rappresentato dai primi complessi alberghieri costruiti a San José del Cabo tra gli anni Cinquanta e Sessanta, caratterizzati da attenzione alla ventilazione naturale, alla luce e alla continuità con il paesaggio desertico. Da questa tradizione derivano alcuni elementi ricorrenti, come archi e superfici traforate, che contribuiscono a definire un linguaggio architettonico coerente e radicato nel contesto locale.

La scelta dei materiali rafforza il legame con l’ambiente. Intonaci bianchi rustici, calcestruzzo a vista e pergole in legno di rosa morada e fibre di palma funzionano anche come dispositivi passivi per la regolazione dell’irraggiamento solare. Negli interni prevalgono marmo travertino, legni chiari e tessuti naturali in tonalità sabbiose, in continuità cromatica con il paesaggio arido circostante.

Il progetto del paesaggio utilizza specie autoctone come cactus, agavi e palme, riducendo la manutenzione e il consumo idrico e rafforzando il carattere di oasi contemporanea del complesso. Anche il disegno delle pavimentazioni contribuisce a organizzare gli spazi: superfici in calcestruzzo definiscono i percorsi principali, mentre pietra naturale e ciottoli segnano le aree di sosta e le transizioni tra architettura e vegetazione.

Con oltre ventimila metri quadrati di superficie costruita, Casa Nima propone un modello abitativo che reinterpreta il lusso in chiave sobria e profondamente legata al paesaggio. La trasformazione di una struttura alberghiera esistente diventa così occasione per costruire un nuovo equilibrio tra architettura, clima e comunità.
