Alla Milano Design Week 2026, la ricerca sui materiali incontra nuove logiche di riuso. La startup brianzola Pulvera, spin-off di Casati Flock & Fibers, presenta un’applicazione che trasforma gli scarti tessili in finiture per architettura e design, sviluppata in collaborazione con l’azienda olandese Cooloo. Il progetto è ospitato da Baolab, laboratorio milanese dedicato a colori, materiali e finiture, che durante la Design Week accoglie format espositivi focalizzati sui processi produttivi e sull’innovazione materica.

Inserito nel programma di Circus Manufacturing – piattaforma curata dal design lab e dedicata alla manifattura contemporanea – il lavoro congiunto delle due aziende parte dal recupero di materiali di scarto – dal cotone alla lana, dal denim alle fibre sintetiche – e ridurli in polvere per reimmetterli in nuove filiere. A questa materia prima si integra la tecnologia brevettata Endless Life di Cooloo, che combina polveri riciclate e chimica verde per generare un coating spray applicabile su superfici esistenti. Il risultato è un rivestimento continuo che consente di rigenerare oggetti, arredi e pareti senza sostituirli, riducendo consumo di risorse e produzione di rifiuti.
L’interesse del progetto sta nel passaggio da soluzione tecnica a strumento progettuale. Le polveri diventano una nuova superficie per il design, capace di incidere non solo sulle prestazioni ambientali ma anche sulla qualità visiva e materica delle superfici. In mostra, a Baolab, un percorso che segue l’intero ciclo: dalla raccolta degli scarti alla polverizzazione, fino alle applicazioni in diversi ambiti – dall’interior all’automotive, dalla moda all’edilizia – con una serie di prototipi, tra cui elementi di arredo realizzati a partire da fibre recuperate.

Durante la settimana sono previste dimostrazioni dal vivo del processo di applicazione: uno scarto tessile destinato allo smaltimento viene trasformato in tempo reale in una superficie resistente e rifinita, rendendo visibile una filiera che solitamente resta nascosta. Un approccio che intercetta una domanda crescente di materiali circolari, ma anche la necessità, sempre più centrale nel progetto contemporaneo, di lavorare sulla trasformazione dell’esistente.