Prosegue fino al 25 aprile a Venezia, presso la sede di Palazzetto Tito della Fondazione Bevilacqua La Masa, la mostra Forme d’argilla. Un secolo di ceramica sarda (1900–2000).
Curata da Efisio Carbone, direttore del polo museale dell’Istituto Superiore Regionale Etnografico della Sardegna, l’esposizione mette in luce le profonde radici culturali e sociali della tradizione ceramica dell’isola e il suo progressivo dialogo con la modernità e con le ricerche contemporanee.
Attraverso una selezione di circa ottanta opere in larga parte provenienti dal Museo della Ceramica di Nuoro, il progetto racconta l’evoluzione di una produzione che, a partire dagli oggetti d’uso quotidiano di fine Ottocento – stoviglie, brocche, giare e utensili domestici – si sviluppa nel corso del Novecento fino a raggiungere forme sempre più consapevoli sul piano artistico e progettuale.

Inizialmente legata a una dimensione funzionale e a una forte identità locale, la ceramica si apre progressivamente a nuove tecniche, linguaggi e sperimentazioni, entrando in dialogo con l’arte, il design e con il contesto internazionale.
Figure centrali di tale rinnovamento Francesco Ciusa e la scena dorgalese con Ciriaco Piras e Salvatore Fancello, accanto ad altri protagonisti dello sviluppo tecnico e stilistico come Federico Melis e Melkiorre Melis.

In mostra sono inoltre presenti le produzioni di figure imprescindibili del panorama artistico e artigianale sardo come Saverio Farci, Eugenio Tavolara, Maria Lai, Giuseppe Silecchia, Gavino Tilocca, Paola Dessy, Costantino Nivola, Pinuccio Sciola, Edina Altara e Alessandro Mola.


L’esposizione si apre inoltre alla ceramica artistica contemporanea con le opere di Rossana Rossi, Michele Ciacciofera, Antonello Cuccu, Caterina Lai, Gianfranco Pintus, Lalla Lussu, Cristina e Stefania Ariu, che testimoniano la vitalità e la continuità di una tradizione capace di rinnovarsi nel presente.
La mostra, che rientra in un più ampio progetto di internazionalizzazione del patrimonio materiale dell’Istituto Etnografico programmato sotto la direzione generale di Anna Paola Mura, ha un allestimento progettato dall’architetto Giovanni Filindeu per Harmoge Srl e gode del sostegno del Progetto Interreg Via Patrimonia Act.
Le opere in mostra torneranno esposte, in seguito, al Museo della Ceramica di Nuoro.