Il nuovo V&A East Museum di Londra, progetto di O’Donnell + Tuomey

Con una superficie di 6.500 metri quadrati su cinque livelli, il V&A East Museum che apre ufficialmente sabato 18 aprile è uno dei maggiori musei di nuova costruzione del Regno Unito da un decennio.

L’inaugurazione coincide con il completamento dell’East Bank londinese, eredità delle Olimpiadi del 2012 e il più grande investimento culturale (in totale 640 milioni di sterline di fondi pubblici) di Sadiq Khan.
Nell’area del Queen Elizabeth Olympic Park, oltre alla V&A East Storehouse inaugurata l’anno scorso (progetto di Diller Sconfidio + Renfro) sorgono gli studi musicali della Bbc, il London College of Fashion, l’University of Arts-Ual, i teatri di danza Sadler’s Wells East e l’University College London.

Ph. ©Hufton+Crow

 

Progettato da O’Donnell + Tuomey, vincitori nel 2015 del concorso di architettura internazionale per il nuovo museo, lungo la sponda del Tamigi e con l’ingresso che si apre su Waterfront Square, il V&A East Museum è un edificio pubblico accogliente (caratteristica, come per la maggior parte dei musei londinesi, la gratuità, salvo le esposizioni temporanee) che celebra l’artigianalità, la materialità e il fare manuale, e con la grande apertura a triangolo che si rifà al logo dell’istituzione (e che gli architetti dicono sia ispirato agli abiti scultorei di Balenciaga che fanno parte delle collezioni del museo, in particolare dalla distanza che essi creano tra il tessuto e il corpo) è disegnato per attrarre il pubblico all’interno.

 

Ph. ©Hufton+Crow

 

L’involucro esterno è formato da 479 pannelli prefabbricati di cemento color sabbia, ciascuno unico nella forma e con una texture calcolata per allinearsi nella posa, formando un pattern uniforme e cangiante sotto la luce che varia durante le ore del giorno.

 

Ph. ©Hufton+Crow

 

Panche integrate nella facciata all’attacco a terra e al livello del podium mettono il pubblico in contatto diretto con l’edificio, estendendone la soglia verso lo spazio pubblico.

La distribuzione interna avviene attraverso una spettacolare successione di scale collocate tra l’involucro esterno e il core interno.

 

Ph. ©Hufton+Crow

 

La galleria delle esposizioni temporanee si estende per 900 metri quadrati con un’altezza di 6 metri. Vi sono poi due sale, anch’esse bianche, per le mostre permanenti, uno spazio eventi all’ultimo piano, learning spaces e una caffetteria.

 

Ph. ©Hufton+Crow

 

Insieme a tre terrazze pubbliche, le aperture, collocate strategicamente per catturare le viste dell’East Bank e della City, portano abbondante luce naturale negli ambienti.

I pavimenti in terrazzo cementizio rafforzano la sensazione di continuità materica tra l’interno e l’esterno del museo, dove A Place Beyond, una scultura alta cinque metri e mezzo di Thomas J Price accoglie i visitatori della prima mostra temporanea con la quale il V&A East inaugura il proprio programma culturale: The Music is Black: A British Story, che con oltre 200 oggetti provenienti dalle collezioni del V&A e da importanti prestiti racconta l’emergere di otto differenti generi di musica Black British e l’impatto che hanno avuto nel Regno Unito e nel resto del mondo.

 

A Place Beyond, la scultura di Thomas J Price nella piazza di fronte al V&A East Museum (ph. David Parry and PA Media Assignments for the V&A).

L’architettura del V&A East Museum è di O’Donnell + Tuomey. JA_Projects in collaborazione con A Practice for Everyday Life e Larry Achiampong ha disegnato le gallerie delle esposizioni permanenti.
Studio Mutt ha progettato gli spazi retail. Il wayfinding è stato disegnato da Fieldwork Facility (che aveva lavorato anche al wayfinding della V&A East Storehouse).
Sadeysa Greenaway-Bailey ha allestito il percorso della mostra temporanea The Music is Black: A British Story.

O’Donnell + Tuomey

Ph. ©Peter Rowen

Fondato nel 1988 a Dublino da Sheila O’Donnell e John Tuomey, oggi lo studio ha uffici anche a Cork e a Londra.
I suoi primi lavori sono stati due commesse pubbliche per l’Irish Film Institute e la Ranelagh Multidenominational School, successivamente ampliati sempre dallo studio, la cui attività si focalizza su progetti culturali, sociali e per le scuole, oltre che nel progetto urbano e nello sviluppo di masterplan, sia in Irlanda e nel Regno Unito che nel resto d’Europa.
Più che in una specifica tipologia di edificio, in O’Donnell + Tuomey sono specialisti nella raccolta dei brief, ovvero nella comprensione dei caratteri del luogo e delle necessità dei committenti e degli utilizzatori finali. Per questo lo studio non si identifica in uno ‘stile’: ogni architettura risponde al suo brief di partenza e al contesto fisico e sociale nel quale si trova.

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