Mdw, la ricerca di Isia in una mostra alla Fabbrica del Vapore

Faenza, Firenze e Roma (insieme alla sede decentrata di Pordenone): fino a domenica 26 aprile i tre Istituti superiori di alta formazione per l’industria artistica (Isia) del Ministero dell’Università e della Ricerca convergono nell’esposizione Isia Research – New Design for a New World nella navata sud della Cattedrale della Fabbrica del Vapore.

La mostra evidenzia la comune impostazione culturale e metodologica e nello stesso tempo le specificità delle diverse sedi. Roma, insieme alla sede decentrata di Pordenone, concepisce il design come un sistema complesso e una risposta alle esigenze del tessuto industriale; Faenza, a partire dai ceramici innovativi, spinge la ricerca verso nuovi materiali e processi produttivi divenendo forte leva progettuale; Firenze lo connette al mondo produttivo e all’innovazione tecnologica.

Il percorso espositivo si sviluppa come un ambiente dinamico e multisensoriale, in cui installazioni, narrazioni visive e dispositivi interattivi guidano il visitatore alla scoperta dei risultati finali e della metodologia scientifica e progettuale che guida lo sviluppo delle idee, dall’indagine preliminare fino alla definizione del progetto e del prodotto di ricerca conclusivo.

In particolare, Isia Faenza presenta il progetto espositivo Co-inhabited Landing, che sviluppa dispositivi e strategie di design per la riqualificazione climatica degli spazi urbani, con l’obiettivo di attenuare le temperature, sostenere la coesistenza tra specie e migliorare la qualità della mobilità e della vita in modo sostenibile. Tutto questo attraverso un approccio biocentrico, che considera tutte le forme di vita come co-abitanti e punta a favorire biodiversità e adattamento climatico.

 

Isia Faenza, progetto Kore, sistema modulare in ceramica e biomateriali per creare isole verdi e rifugi climatici.

 

Circa trenta i progetti presentati in mostra da Isia Roma e dalla sede decentrata di Pordenone, tra cui la lampada da comodino disassemblabile A-Silvia; Alèa, che riutilizza la cenere degli ulivi bruciati perché colpiti da Xylella come smalto ceramico; Core, che propone dispositivi indossabili promuovendo benessere psicofisico senza modelli estetici imposti. Criteria ridefinisce il ruolo del designer come mediatore sociale nell’accessibilità cognitiva digitale, attraverso un toolkit pratico e inclusivo. Fermento introduce la bio-fabbricazione domestica con lo Scoby per creare materiali biodegradabili, rendendo l’utente parte attiva del processo produttivo; e Satelliti, che ripensa la cucina come sistema diffuso di unità mobili e interconnesse, adattabili a contesti domestici e outdoor.

 

Isia Roma, Fermento, bio-fabbricazione domestica per creare materiali biodegradabili.

Isia Firenze partecipa alla mostra con una serie di incontri pubblici dedicati all’esplorazione del design come disciplina di confine: conversazioni con professionisti e ricercatori provenienti da ambiti differenti aperte al pubblico e radicate nel contesto espositivo. Le conversazioni confluiranno in una restituzione testuale a carattere critico e speculativo, che ne estende la portata oltre la dimensione dell’evento.

Isia Research – New Design for a New World è patrocinata da AdiAssociazione per il Disegno Industriale, Aiap – Associazione italiana design della comunicazione visiva e Ispra – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.

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