Il gruppo di architettura e ingegneria Lombardini22 ha annunciato i risultati finanziari relativi all’esercizio chiuso al 31 dicembre 2025.
In un contesto di mercato caratterizzato dal rallentamento della piazza milanese, il gruppo registra un fatturato pari a 50.343.161 euro, in aumento dell’8,4 per cento sull’anno precedente. L’utile lordo è di 5.369.401 euro, con una crescita dell’84 per cento su base annua, mentre l’Ebitda si attesta a 7.280.726 euro, in progresso del 32 per cento.
A sostenere i risultati è soprattutto il rafforzamento dei servizi di ingegneria, con un contributo significativo dell’area Mission Critical, che riguarda infrastrutture e ambienti in cui eventuali guasti possono generare conseguenze rilevanti sul piano economico, operativo o della sicurezza. In questo ambito rientra anche il ruolo crescente di Lombardini22 nello sviluppo di data center e l’andamento positivo dei settori Education, sostenuto da un’iniziativa di partenariato pubblico privato, e Hospitality, che ha visto Lombardini22 coinvolta in progetti di forte visibilità, tra cui il Belmond Hotel Splendido a Portofino.
Oggi il Gruppo a capitale italiano opera attraverso business unit specializzate nei segmenti Office, Hospitality, Retail, Education, Living, Data Center, Industrial e Fair, affiancando alle attività di progettazione servizi professionali sempre più integrati, tra cui competenze legate alla sostenibilità ambientale, all’impatto sociale dei progetti, alla governance del territorio e alla ricerca in ambito neuroscientifico.
Nato a Milano nel 2007 dall’incontro di competenze diverse tra architettura, ingegneria ed economia, Lombardini22 ha costruito nel tempo un modello multidisciplinare che oggi risponde alla crescente complessità del mercato della progettazione.
«Negli ultimi vent’anni il modo di progettare è cambiato profondamente. Prima un architetto poteva governare da solo gran parte del processo. Oggi la complessità dei progetti richiede il confronto tra competenze diverse – commenta Franco Guidi, Ceo di Lombardini22 – e una capacità di lettura più ampia in una logica di comprensione delle varie istanze. In un certo senso, l’evoluzione del mercato ha seguito il nostro modello originario, un collettivo in cui non prevalgono logiche individuali, ma la ricerca del ruolo più adatto per ciascuna persona».
Il Gruppo conta oggi oltre 530 professionisti, con un’età media di 35 anni, circa il 21% di under 30 e un rapporto di genere equilibrato. La domanda di nuove professionalità è trainata soprattutto dall’area ingegneristica e dalla crescente difficoltà di reperire competenze tecniche specialistiche.
Per rispondere a questa esigenza, Lombardini22 ha sviluppato un ecosistema formativo rivolto sia ai giovani all’inizio del percorso professionale sia a profili già inseriti nel mercato. Con Accademia Lombardini22, la società offre workshop e corsi dedicati a professionisti interni ed esterni.
A questo si affianca l’Ifts per tecnici progettisti, pensato con Gi Group per favorire l’accesso a professioni qualificate e intercettare giovani talenti anche provenienti da percorsi di fragilità. La seconda edizione si è conclusa il 9 giugno con l’inserimento nel gruppo di tutti i partecipanti, confermando il 100% di employability già registrato nella prima edizione.
Infine, è in corso il MasterKeen Mep, percorso di formazione della durata di 10 mesi rivolto a professionisti che vogliono rafforzare il proprio profilo in ambiti strategici e in forte crescita, tra cui i data center.
Questi percorsi rispondono a due esigenze complementari, da un lato ampliare l’accesso a nuove professionalità tecniche, dall’altro sostenere l’aggiornamento continuo di competenze già presenti nel mercato.
«Fin dalla scelta del nome [il gruppo ha sede al civico 22 di via Lombardini a Milano] abbiamo voluto esprimere un legame forte con il territorio e con l’idea che il progetto debba tenere insieme dimensione economica, ambientale, sociale e culturale. È un impegno di lungo periodo, che nasce dalla convinzione che il nostro lavoro possa contribuire a migliorare la qualità dei luoghi e della vita delle persone. Per questo, accanto alla formazione, sentiamo la responsabilità di alimentare il confronto sui temi più complessi dell’immobiliare e della trasformazione urbana. Da questa visione è nata, a inizio 2026, Fondazione B.live, pensata per promuovere il dialogo tra pubblico e privato. Nella stessa direzione si inserisce il nostro ruolo di promotore culturale, attraverso iniziative come Foresight, l’appuntamento autunnale giunto alla sua 8° edizione» – conclude Guidi.