Si è concluso lo scorso dicembre 2025 il restauro della copertura della cattedrale di San Donnino a Fidenza, edificio del XII secolo legato al percorso della via Francigena e caratterizzato dal ricco apparato scultoreo attribuito a Benedetto Antelami e alla sua bottega. L’intervento, che ha interessato circa 700 mq di superficie, ha affrontato una delle sfide più ricorrenti nel recupero del patrimonio storico: migliorare le prestazioni tecniche dell’edificio preservandone al tempo stesso l’identità architettonica.

Il progetto, curato dall’architetta Barbara Zilocchi e realizzato dall’impresa Gaetano Ilardo Costruzioni, aveva l’obiettivo di migliorare le prestazioni della copertura senza alterarne l’immagine storica. Un aspetto particolarmente delicato in un edificio che conserva ancora oggi una forte riconoscibilità urbana e che rappresenta uno dei riferimenti architettonici più significativi della città emiliana.

L’intervento ha riguardato una copertura articolata su più livelli, sostenuta da una struttura in legno composta da travi, travetti, assito e capriate. Dopo la rimozione del manto esistente e il ripristino delle parti lignee, è stata realizzata una nuova stratigrafia isolata e ventilata mediante il Sistema Isotec di Brianza Plastica, composto da pannelli isolanti in poliuretano espanso rigido con correntino metallico integrato. La soluzione consente di integrare in un unico elemento isolamento termico, ventilazione sottotegola e supporto per il manto di copertura, semplificando le operazioni di posa e migliorando la continuità dell’isolamento.

Particolare attenzione è stata dedicata alla conservazione dell’aspetto originario del tetto. Molti dei coppi esistenti, infatti, non erano recuperabili a causa del degrado o della presenza di malte che ne impedivano il riutilizzo. Per questo il nuovo manto è stato realizzato combinando un primo strato di coppi nuovi con uno strato superiore composto da elementi recuperati, preservando così la percezione storica della copertura.

Dal punto di vista costruttivo, il sistema adottato ha consentito di realizzare una copertura ventilata capace di favorire il corretto smaltimento dell’umidità e di migliorare il comportamento termoigrometrico dell’involucro. Un aspetto rilevante anche in edifici storici non soggetti a classificazione energetica, dove il controllo delle dispersioni e il comfort interno rappresentano comunque fattori importanti per la conservazione e la fruizione degli spazi.

L’intervento restituisce alla cattedrale una copertura rinnovata nelle prestazioni e coerente con la sua identità architettonica, dimostrando come le tecnologie contemporanee possano contribuire alla conservazione del patrimonio storico senza comprometterne il carattere e la riconoscibilità.