Filippo Monti maestro discreto dell’architettura romagnola

Verrà presentato il prossimo 10 luglio presso la discoteca Woodpecker di Milano Marittima, che aveva progettato nel 1968, il volume che Rubbettino Editore dedica all’architetto faentino Filippo Monti (1928-2015).

 

Filippo Monti, discoteca Woodpecker a Milano Marittima (ph. ©Antonello Zoffoli).

 

La celebre discoteca di Milano Marittima dove si svolgerà l’incontro è una delle opere più visionarie e riconoscibili di Monti: una struttura che coniuga sperimentazione tecnologica, ricerca spaziale e impatto scultoreo.

L’iniziativa, promossa dall’ Ordine degli Architetti di Ravenna in collaborazione con Ravenna Festival e ProviaggiArchitettura, è l’occasione per riscoprire la figura e l’opera di uno tra i protagonisti più originali e raffinati dell’architettura italiana del secondo Novecento, autore di un percorso professionale sviluppato in oltre sessant’anni di attività e profondamente radicato nel territorio romagnolo.

Filippo Monti, casa Sassi a Faenza, 1972-75(ph. ©Claudio Piersanti)

 

Attraverso saggi, testimonianze, documenti e approfondimenti critici, ‘Filippo Monti. L’opera nel tempo e nei luoghi’, curato da Claudio Piersanti, ripercorre la vicenda professionale e umana di Monti, progettista, artista, ingegnere e designer che ha saputo sviluppare una ricerca autonoma, lontana dalle mode e dai linguaggi dominanti del suo tempo. Una figura che ha fatto del cantiere un laboratorio creativo, trasformando ogni progetto in un’opera irripetibile grazie al dialogo con le maestranze artigiane e a una continua sperimentazione sui materiali, sulla luce e sul rapporto tra architettura e paesaggio.

 

Filippo Monti, Camera di commercio di Ravenna (ph. ©Claudio Piersanti)

 

Dalle prime opere degli anni Cinquanta alle grandi realizzazioni che hanno segnato il volto contemporaneo della Romagna, il volume restituisce il ritratto di un autore capace di coniugare il rigore del Movimento Moderno con una sensibilità profondamente legata al territorio. Tra i progetti più significativi emergono la Chiesa di San Vincenzo de’ Paoli a Bologna, il complesso residenziale Santa Margherita a Faenza, Casa Monti, il Palazzo delle Poste di Faenza, l’intervento alla Camera di Commercio di Ravenna.

 

Filippo Monti, Casa D’Atri (ph. ©Claudio Piersanti).

 

Con le parole dell’autore Claudio Piersanti, «la buona architettura può esistere e può esistere anche operando in provincia».

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