Il progetto Animal City, sviluppato da Stefano Boeri e Andrea Branzi e presentato qualche mese fa alla Galerie Valois della Fondation Cartier a Parigi, prosegue a Milano con la messa in scena, nell’aula del Consiglio Comunale, della prima seduta del Parlamento delle Specie Viventi, un’iniziativa promossa dal Laboratorio di Progettazione urbanistica del Politecnico di Milano (docente Stefano Boeri) in collaborazione con il Piccolo Teatro di Milano e il Comune di Milano.
Alla seduta, presieduta dal Garante degli animali non umani del Comune di Milano, Gustavo Gandini, hano preso parte gli studenti del Laboratorio, prendendo posizione – ciascuno dal punto di vista di una singola specie di animali non domestici che popolano la città, anche se non ce ne accorgiamo – su alcune delle questioni urbanistiche e ambientali del futuro di Milano: il destino di San Siro, la riapertura dei Navigli, la tutela degli habitat urbani, il regolamento edilizio e la convivenza tra specie nella Milano di domani.
– Se un rappresentante dei Rondoni si opponesse alla demolizione dello stadio di San Siro, che migliaia di volatili della sua specie usano come nido e come letto?
– Se una delegata dei Pappagalli del Parco Sempione chiedesse il riconoscimento del diritto di cittadinanza per le specie migranti e naturalizzate, ricordando all’aula che le città sono da sempre ecosistemi in continua trasformazione, abitati da specie provenienti da luoghi diversi?
– E se un portavoce delle volpi, sostenuto dal grande movimento degli abitanti del sottosuolo, proponesse una delibera per favorire i corridoi verdi al posto dei parcheggi a raso ?
Secondo Stefano Boeri, l’opportunità di creare un luogo in cui dare voce alle creature, spesso invisibili, che coabitano con noi a Milano, oltre ad aiutarci a riconoscere la moltitudine di vite non umane presenti nello spazio urbano, può contribuire a orientare in modo più consapevole le grandi scelte che riguardano il futuro delle nostre città».
Michele Dell’Utri, attore e curatore di progetti di formazione teatrale per il Piccolo Teatro di Milano, ha commentato: «Dare voce alle creature viventi è una sfida che accompagna il teatro fin dalle sue origini. Ancora di più quando si tratta di tradurre linguaggi che ci sono estranei e difficilmente interpretabili. La grande tradizione drammaturgica, da Aristofane fino alle forme contemporanee di teatro civile, ci ha offerto gli strumenti per immaginare e mettere in scena a Palazzo Marino il Parlamento delle Specie Viventi, trasformando il dibattito pubblico in un esercizio corale di ascolto e rappresentazione dell’altro».
Alla realizzazione del Parlamento delle Specie Viventi hanno contribuito anche altre collaborazioni artistiche. Jacopo Allegrucci ha guidato gli studenti in un workshop di realizzazione di maschere in cartapesta. Tiziana Pers ha partecipato alla realizzazione degli apparati visivi dedicati agli animali non presenti formalmente in assemblea.
Durante la seduta inaugurale, a cui ha preso parte anche l’Assessora all’Ambiente e Verde al Comune di Milano Elena Grandi, sono intervenuti dal pubblico Jean Blanchaert e Irene Grazioli, portando ulteriori riflessioni sul rapporto tra città, biodiversità e democrazia rappresentativa.