Animacies, alla Kunsthaus Merano il ruolo attivo delle entità inanimate

Alla Kunsthaus Merano, la mostra collettiva Animacies indaga le relazioni tra Europa e Asia mettendo in discussione alcune categorie radicate nel pensiero occidentale: animato e inanimato, soggetto e oggetto, essere umano e materia.

Curata da Lucrezia Cippitelli e Simone Frangi, l’esposizione riunisce fino all’11 ottobre 2026 opere di Bekhbaatar Enkhtur, Shivanjani Lal, Chathuri Nissansala, Elia Nurvista, Ashfika Rahman, Jennifer Tee e del collettivo Mai Ling.

 

Chathuri Nissansala, Worker lying on the back, Don’t sail in the slave island, Nurse with an Infant, 2026. Courtesy the artist, ph. ©Ivo Corrà.

 

Il titolo riprende il concetto elaborato nel 2012 dalla teorica sinoamericana Mel Y. Chen, che attribuisce capacità di azione, mobilità e vitalità anche a entità considerate tradizionalmente passive.
Nel percorso espositivo tessuti, piante, alimenti e oggetti assumono quindi un ruolo attivo: conservano memorie, collegano culture, raccontano migrazioni e rendono visibili rapporti di potere di origine coloniale.

 

Shivanjani Lal, Mere Porvaj (I am remembering), 2024. Courtesy of Linden New Art, ph. ©Ivo Corrà.

 

L’installazione Mere Porvaj (I Am Remembering) di Shivanjani Lal rievoca la storia dei Girmitiya, lavoratori deportati dall’India verso diverse colonie britanniche tra Ottocento e Novecento, con particolare attenzione al contributo femminile.

 

Mai Ling, NOT YOUR ORNAMENT, 2023. Courtesy Mai Ling, ph. ©Ivo Corrà.

 

Il collettivo Mai Ling utilizza invece il kudzu, pianta asiatica introdotta in Occidente come specie ornamentale e successivamente classificata come infestante, per affrontare gli stereotipi razzisti e sessisti legati alla femminilità asiatica.

 

Bekhbaatar Enkhtur, 15 Faces (2024-in corso). Courtesy the artist, Matèria (Rome), and Pedro Cera (Lisbon, Madrid), ph. ©Ivo Corrà.

 

Le opere ambientali di Chathuri Nissansala si confrontano con la violenza coloniale e il trauma intergenerazionale dello Sri Lanka. Jennifer Tee intreccia petali di tulipano e motivi dei tessuti cerimoniali indonesiani Tampan, collegando la storia globale del fiore al percorso migratorio della propria famiglia dall’Indonesia ai Paesi Bassi.

 

Ashfika Rahman, Redeem, 2021. Courtesy the artist, ph. ©Ivo Corrà.

 

Al terzo piano, il grande ricamo Redeem di Ashfika Rahman prende avvio dalle vicende delle comunità indigene Santal e Oraon del Bangladesh. Le sculture zoomorfe della serie 15 Faces di Bekhbaatar Enkhtur recuperano invece miti e rituali della Mongolia, interrogando il confine tra oggetto e essere vivente. Chiude il percorso il murale site-specific di Elia Nurvista dedicato all’olio di palma, materiale attraverso il quale l’artista ricostruisce le conseguenze sociali ed ecologiche della coltivazione industriale introdotta in Indonesia durante il colonialismo olandese.

 

Jennifer Tee, Tao Magic; Tampan Ship of Souls #3, 2023. Courtesy the artist, ph. ©Ivo Corrà.

Animacies apre la terza e ultima annualità di The Invention of Europe. A Tricontinental Narrative, il programma avviato nel 2024 dalla Kunsthaus Merano per rileggere la costruzione culturale dell’Europa attraverso prospettive spesso escluse dalle narrazioni dominanti.

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