Nel presentare il comitato scientifico e le linee strategiche dell’istituzione per il prossimo quadriennio, il nuovo presidente Vincenzo Trione (la nomina è avvenuta il 4 giugno), e la direttrice generale Carla Morogallo hanno affidato a Michele De Lucchi l’incarico di direttore creativo di Triennale Milano.
De Lucchi entra anche a far parte del nuovo comitato scientifico in qualità di Direttore del Museo del Design Italiano di Triennale. Gli altri membri che compongono il comitato scientifico sono Manuela Lucà-Dazio, già direttrice del dipartimento di Arti Visive e Architettura della Biennale di Venezia e attualmente direttore esecutivo della Fondazione Pritzker, curatrice architettura, e Andrea Viliani curatore arte contemporanea.
Saranno affiancati da alcuni consulenti scientifici per specifiche aree disciplinari: Paolo Mereghetti per il cinema, Carlo Antonelli per la musica e Luca Stoppini per la moda. Chiara Spangaro si occuperà del coordinamento scientifico dell’Archivio di Triennale. Umberto Angelini è il Direttore artistico del teatro di Triennale. Damiano Gullì sarà il curatore del public program e delle attività editoriali, mentre Marco Sammicheli sarà il Design Week exhibition Program Lead.

Direttore architettonico del Palazzo dell’Arte l’architetto Luca Cipelletti, che proseguirà il lavoro di riscoperta e valorizzazione degli spazi disegnati da Giovanni Muzio già avviato sotto la presidenza di Stefano Boeri.
Sottolineando l’unicità di Triennale Milano nel panorama mondiale delle istituzioni culturali, generalmente dedicate a uno specifico aspetto delle arti e dell’architettura, il presidente Vincenzo Trione ha delineato le intenzioni della nuova presidenza per costruire «una Triennale che, in dialogo con Milano e con il contesto internazionale, si offra come opera-mondo; come infrastruttura culturale nella quale le culture, i saperi, le pratiche e i media della contemporaneità si confrontano e si ibridano; come dispositivo complesso, che pone in risonanza architettura, design, arte, fotografia, moda, cinema, teatro e musica; come luogo attento a far affiorare le ragioni del presente; come territorio di esposizioni e di eventi, ma anche di studio, di conservazione e di valorizzazione; come scuola di alta formazione e di ricerca, in collaborazione con le Università; ma, soprattutto, come dispositivo impegnato a far entrare in contatto il pubblico con il divenire dei linguaggi progettuali e visivi attuali; come istituzione stabile e, insieme, aperta a quel che, tumultuosamente, sta accadendo oggi, di fronte ai nostri occhi; infine, come macchina del pensiero critico, che pone domande intorno ad alcuni temi decisivi del nostro tempo e offre risposte possibili, problematiche, distanti da ogni ideologismo. Con un’ambizione: occupare un posto centrale nella vita di una grande città, di una comunità, di un Paese, dell’Europa».
La programmazione culturale di Triennale sarà guidata da un tema decisivo per la contemporaneità in forma di domanda, individuato ogni anno e le mostre, il public program, le pubblicazioni e le iniziative di ricerca saranno pensate come forme di possibili risposte. Questa cornice tematica permetterà di rafforzare la coerenza culturale e sarà la base su cui sviluppare il dialogo tra le diverse discipline.
La programmazione espositiva comprenderà mostre tematiche e mostre monografiche sui protagonisti dell’arte, dell’architettura, del design e della moda, sempre riconducibili ai contenuti e alle prospettive del framework individuato.
Riprendendo la tradizione delle Triennali storiche, verranno realizzati degli interventi di arte pubblica nello spazio antistante Triennale, che saranno affidati a designer architetti e artisti internazionali.
Annunciata anche una politica di acquisizioni per la collezione permanente di design esposta nel Museo del Design Italiano. Oltre a presentare oggetti e prodotti, il Museo si occuperà anche di raccogliere la storia delle idee che hanno fatto grande il design italiano individuando le matrici generative dei più grandi successi, indagando i contesti culturali sociali e le metodologie progettuali.
Grande rilievo verrà data all’attività del Centro studi di Triennale, organo fondato nel 1935, attivo fino al 1990 e riattivato da Boeri nel 2024 all’interno di Spazio Cuore. Presieduto da Trione, il Centro studi avrà il compito di individuare sia il tema della prossima Esposizione Internazionale (2028) sia i temi interdisciplinari annuali, di definire le attività di ricerca e le pubblicazioni scientifiche. Coordinerà inoltre un hub rivolto a figure emergenti del mondo del design, dell’architettura e della creatività che abiterà periodicamente gli spazi di Triennale.
Sempre all’interno di Cuore confluiranno le attività di alta formazione, realizzate in collaborazione con università e centri di ricerca nazionali e internazionali. Verrà avviato un percorso specialistico di livello avanzato dedicato alla curatela, agli allestimenti, alla comunicazione culturale. Sarà attivato il Triennale PhD Program per nuovi dottorati di ricerca su temi centrali per l’istituzione e programmi di fellowship per studiosi, curatori, architetti, artisti, designer, promossi attraverso bandi internazionali.
Triennale ripenserà anche l’ambito editoriale, definendo una linea integrata e coerente. Tre saranno le collane, per cataloghi, libri e album. La rivista Lotus rifletterà le linee di ricerca individuate dal Centro Studi.
Altre novità riguardano il public program, che includerà le Lezioni milanesi, un ciclo di lecture che coinvolgerà ogni anno una figura centrale del dibattito culturale contemporaneo italiano e internazionale, la rassegna Work in progress di avvicinamento alla 25esima Esposizione Internazionale e incontri e seminari sul ruolo delle istituzioni culturali oggi.