Nel quadro del Festival dello Sviluppo Sostenibile 2026, il prossimo 13 maggio (15:30-18:00) la Grande Moschea di Roma ospita Architetture di pace. Diplomazia culturale, benessere collettivo e nuove geografie urbane, un pomeriggio di confronto dedicato al ruolo delle città contemporanee e alle sfide che attraversano le giovani generazioni tra transizione ecologica, inclusione, innovazione e convivenza.
L’iniziativa è promossa da Ppan Academy e dal Dipartimento di Studi Islamici, entrambi parte del Centro Universitario Internazionale di Ricerca e Innovazione, sviluppato con Università eCampus e Pontificia Università Antonianum.

Il titolo dell’incontro prende spunto da un passaggio recentemente richiamato da Papa Leone in occasione della veglia per la pace e richiama il tema delle ‘architetture di pace’ come strumenti concreti di costruzione di coesione sociale, dialogo e possibilità condivise.
Le città sono così interpretate come infrastrutture relazionali: spazi capaci di generare inclusione e non disuguaglianza, incontro anziché conflitto. La diplomazia culturale urbana emerge così come una leva concreta per governare le trasformazioni contemporanee.
Non casuale la scelta della sede. La Grande Moschea di Roma, progettata da Paolo Portoghesi, rappresenta una sintesi tra culture, linguaggi e tradizioni differenti. L’edificio intreccia riferimenti alla ‘moschea della foresta’ del Maghreb e di Cordova, alla tradizione ottomana di Sinān e alla spazialità persiana delle corti, combinati con materiali tipici dell’architettura romana come travertino e cotto. Un luogo simbolico che diventa parte integrante della riflessione sul dialogo tra differenze e sulla costruzione di nuove forme di convivenza urbana.

La prima parte dell’incontro introduce il quadro di riferimento attraverso i contributi, tra gli altri, dell’Imam della più grande moschea d’Europa, l’ingegnere Nader Akkad, di Luca Ribichini dell’Università La Sapienza di Roma (che ha collaborato con lo stesso Portoghesi), di Enrico Giovannini e di Fabio Ciciliano, capo del Dipartimento della Protezione Civile.
A seguire, il confronto si articolerà in due panel tematici.
Il primo approfondimento, Dal Cantico delle Creature agli SDGs: la cura come infrastruttura etica e ponte per il futuro, affronta i temi della giustizia sociale, della salute, dell’educazione e della riduzione delle disuguaglianze. Gian Luigi Albano, Giovanna Melandri ed Eleonora Rizzuto metteranno a confronto esperienze provenienti da istituzioni, fondazioni e impresa, costruendo una riflessione sulla cura non come principio astratto, ma come infrastruttura capace di orientare politiche pubbliche e investimenti.
Il secondo panel, Città tra visioni e conflitti: il ruolo delle nuove generazioni, si concentrerà invece sui temi dell’energia, del lavoro, dell’innovazione e del clima. Maurizio Carta, Paolo La Greca e Silvia Viviani, impegnati attivamente nell’attività amministrativa rispettivamente nelle città di Palermo, Catania e Livorno, rifletteranno sul ruolo dell’urbanistica e delle politiche urbane di fronte alle trasformazioni in atto, interrogandosi sulle possibilità di costruire visioni condivise capaci di tenere insieme competenze tecniche, aspettative sociali e capacità di governo.
La partecipazione è gratuita con registrazione su Eventbrite
Per chi lo desidera, è prevista una visita alla Moschea alle ore 14:30.