Arte, design e sport a Casa Italia Milano Cortina 2026

In occasione dei XXV Giochi Olimpici Invernali, Casa Italia Milano Cortina 2026 si presenta come un progetto del Coni – Comitato Olimpico Nazionale Italiano, che intreccia sport, arte, architettura e design in un sistema unitario. Il tema scelto, Musa, guida un racconto che attraversa tre sedi – Triennale Milano, Centro di preparazione olimpica Aquagranda a Livigno e Farsettiarte a Cortina d’Ampezzo – costruendo una piattaforma culturale diffusa legata ai luoghi dei Giochi.

 

Nel Salone d’Onore della Triennale sono stati selezionati, tra gli altri, lavori di Pablo Atchugarry, Stefano Cerio, Mario Merz, Alessandro Piangiamore, Laura Pugno e Davide Rivalta, legati al tema del paesaggio montano e della natura, ph. Pietro Savorelli, ©Coni.

 

Il progetto architettonico lavora su principi di leggerezza, temporaneità e relazione con il contesto. La montagna è assunta come matrice progettuale, intesa sia come paesaggio sia come riferimento culturale. Modularità, serialità e dinamismo definiscono l’impianto spaziale e organizzano una sequenza di ambienti che accompagnano il visitatore lungo percorsi differenziati nelle tre sedi.

 

L’area lounge del Centro di preparazione olimpica Aquagranda a Livigno con sedute scultoree di Edra, ph. Pietro Savorelli, ©Coni.

 

Il linguaggio materico si fonda sul dialogo tra alluminio e legno. L’alluminio riflettente caratterizza gli elementi esterni e richiama l’immaginario delle infrastrutture d’alta quota, mentre il legno costruisce all’interno un’atmosfera più raccolta, legata all’idea di ospitalità. Questo equilibrio attraversa l’intero progetto e trova declinazioni specifiche nei diversi contesti.

 

Dettaglio dell’area conviviale della sede di Casa Italia a Cortina d’Ampezzo presso Farsettiarte, ph. Pietro Savorelli, ©Coni.

 

Alla Triennale di Milano l’intervento assume un carattere più astratto. Nel Salone d’Onore, drappeggi tessili e superfici inclinate ridisegnano il volume e costruiscono un paesaggio interno dominato dal bianco, che richiama luce e neve. A Cortina d’Ampezzo il progetto si concentra su un’interpretazione più intima degli interni di montagna, con materiali caldi, legno e tessuti, e una palette che spazia dai marroni agli ocra. A Livigno l’impianto è più dinamico e sperimentale, con riferimenti agli interni alpini degli anni Sessanta e Settanta e un’attenzione particolare al rapporto tra corpo, movimento e spazio.

 

Veduta dell’allestimento in Triennale Milano, ph. Pietro Savorelli, ©Coni.

 

Il progetto di Casa Italia Milano Cortina 2026 è concepito come un sistema unitario che guida le tre sedi di Milano, Cortina e Livigno, con il coordinamento di Lorenzo Pellicelli del Coni. Il progetto architettonico e scenografico è curato dallo studio di architettura It’s, mentre il design d’interni è firmato da Bianca E. Patroni Griffi. Il progetto illuminotecnico è dello studio Fabertechnica Engineering di Marco Frascarolo e di Massimo Pascucci, quello paesaggistico di studio Natura e Architettura e quello tecnologico di InformaSistemi. La direzione creativa e l’identità visiva sono di Francesco de Figueiredo.

 

Sequenza di sedute lungo la navata lignea, con ritmo di aperture ovali e illuminazione integrata, da Farsettiarte a Cortina d’Ampezzo, ph. Pietro Savorelli, ©Coni.

 

Il progetto degli interni è costruito anche attraverso il contributo delle aziende partner – Edra, B&B Italia, Ethimo, Glas Italia, Poltronova, Riva 1920, Gufram, Meritalia, Impatia e Flos per l’illuminazione – che hanno partecipato alla definizione degli spazi nelle tre sedi.

 

Spazio lounge al Centro di preparazione olimpica Aquagranda a Livigno, ph. Pietro Savorelli, ©Coni.

 

Anche l’arte è parte integrante del progetto dello spazio. Il percorso artistico, curato da Beatrice Bertini e Benedetta Acciari, attraversa le tre sedi e costruisce una sequenza di ambienti che dialogano con l’architettura e con l’allestimento. Il tema Musa fornisce la struttura del racconto e organizza le opere in un sistema di riferimenti che mette in relazione linguaggi diversi, dalla parola all’immagine, dal corpo al paesaggio, dalla memoria all’innovazione.

 

Vetrine con le divise del team Italia integrate nel disegno dell’allestimento a Farsettiarte a Cortina d’Ampezzo, ph. Pietro Savorelli, ©Coni.

 

Le opere accompagnano il visitatore lungo i percorsi e ne scandiscono i passaggi, contribuendo a definire il ritmo degli spazi e delle soste. In questo modo l’arte entra nel disegno complessivo dell’esperienza, lavora insieme alla luce e agli arredi, e rafforza l’idea di Casa Italia come progetto unitario, costruito per essere attraversato più che semplicemente osservato.

Dettaglio del percorso espositivo in Triennale Milano, ph. Pietro Savorelli, ©Coni.

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