In occasione dei XXV Giochi Olimpici Invernali, Casa Italia Milano Cortina 2026 si presenta come un progetto del Coni – Comitato Olimpico Nazionale Italiano, che intreccia sport, arte, architettura e design in un sistema unitario. Il tema scelto, Musa, guida un racconto che attraversa tre sedi – Triennale Milano, Centro di preparazione olimpica Aquagranda a Livigno e Farsettiarte a Cortina d’Ampezzo – costruendo una piattaforma culturale diffusa legata ai luoghi dei Giochi.

Il progetto architettonico lavora su principi di leggerezza, temporaneità e relazione con il contesto. La montagna è assunta come matrice progettuale, intesa sia come paesaggio sia come riferimento culturale. Modularità, serialità e dinamismo definiscono l’impianto spaziale e organizzano una sequenza di ambienti che accompagnano il visitatore lungo percorsi differenziati nelle tre sedi.

Il linguaggio materico si fonda sul dialogo tra alluminio e legno. L’alluminio riflettente caratterizza gli elementi esterni e richiama l’immaginario delle infrastrutture d’alta quota, mentre il legno costruisce all’interno un’atmosfera più raccolta, legata all’idea di ospitalità. Questo equilibrio attraversa l’intero progetto e trova declinazioni specifiche nei diversi contesti.

Alla Triennale di Milano l’intervento assume un carattere più astratto. Nel Salone d’Onore, drappeggi tessili e superfici inclinate ridisegnano il volume e costruiscono un paesaggio interno dominato dal bianco, che richiama luce e neve. A Cortina d’Ampezzo il progetto si concentra su un’interpretazione più intima degli interni di montagna, con materiali caldi, legno e tessuti, e una palette che spazia dai marroni agli ocra. A Livigno l’impianto è più dinamico e sperimentale, con riferimenti agli interni alpini degli anni Sessanta e Settanta e un’attenzione particolare al rapporto tra corpo, movimento e spazio.

Il progetto di Casa Italia Milano Cortina 2026 è concepito come un sistema unitario che guida le tre sedi di Milano, Cortina e Livigno, con il coordinamento di Lorenzo Pellicelli del Coni. Il progetto architettonico e scenografico è curato dallo studio di architettura It’s, mentre il design d’interni è firmato da Bianca E. Patroni Griffi. Il progetto illuminotecnico è dello studio Fabertechnica Engineering di Marco Frascarolo e di Massimo Pascucci, quello paesaggistico di studio Natura e Architettura e quello tecnologico di InformaSistemi. La direzione creativa e l’identità visiva sono di Francesco de Figueiredo.

Il progetto degli interni è costruito anche attraverso il contributo delle aziende partner – Edra, B&B Italia, Ethimo, Glas Italia, Poltronova, Riva 1920, Gufram, Meritalia, Impatia e Flos per l’illuminazione – che hanno partecipato alla definizione degli spazi nelle tre sedi.

Anche l’arte è parte integrante del progetto dello spazio. Il percorso artistico, curato da Beatrice Bertini e Benedetta Acciari, attraversa le tre sedi e costruisce una sequenza di ambienti che dialogano con l’architettura e con l’allestimento. Il tema Musa fornisce la struttura del racconto e organizza le opere in un sistema di riferimenti che mette in relazione linguaggi diversi, dalla parola all’immagine, dal corpo al paesaggio, dalla memoria all’innovazione.

Le opere accompagnano il visitatore lungo i percorsi e ne scandiscono i passaggi, contribuendo a definire il ritmo degli spazi e delle soste. In questo modo l’arte entra nel disegno complessivo dell’esperienza, lavora insieme alla luce e agli arredi, e rafforza l’idea di Casa Italia come progetto unitario, costruito per essere attraversato più che semplicemente osservato.
