Barcellona Capitale Mondiale dell’Architettura 2026

Sono più di 10.000 gli architetti, paesaggisti, urbanisti, rappresentanti del mondo accademico e e studenti attesi a Barcellona dal 28 giugno al 2 luglio al Congresso Mondiale degli Architetti organizzato dall’Uia in collaborazione con il Consejo Superior de los Colegios de Arquitectos de España (Cscae) e il Col·legi d’Arquitectes de Catalunya (Coac).

Tema del congresso Becoming. Architectures for a planet in transition, declinato in sei sottotemi di coesistenza ecologica, sviluppato da un team curatoriale formato da Pau Bajet, Mariona Benedito, Maria Giramé, Tomeu Ramis, Pau Sarquella and Carmen Torres insieme al comitato scientifico sotto la presidenza onoraria di Fuensanta Nieto e Joan Busquets.

 

Il comitato organizzativo del congresso. Ph. ©Anna Mas

 

Più di 200 i relatori dell’evento che offrirà un ampio panorama critico dei possibili futuri dell’architettura. Tra loro, già confermata la presenza di A Jdviv / Ivjdv A / (Jan de Vylder e Inge Vinck), Alexander Brodsky, Andrés Jaque, Anne Holtrop, Atelier Bow-Wow, Bas Smets, Baukunst, Bêka & Lemoine, Brandlhuber+, Bruther, Colectivo C733, Forensic Architecture, H Arquitectes, Marina Tabassum, Office Kgdvs, Paulo Tavares, Roger Boltshauser, Tatiana Bilbao, TEN Studio, Timothy Morton, Turenscape, Xu Tiantian e Yasmeen Lari.

Non mancheranno figure che svolgono un ruolo preminente nei temi del paesaggio e dell’ecologia come BC architects & studies & materials, Catherine Mosbach, Dirk Sijmons, Rotor, Taller Capital y Transolar; studi impegnati sul fronte politico e sociale quali Assemble Studio, House Europe!, La Col, Lara Almarcegui, Samia Henni y Teddy Cruz & Fonna Forman, e voci influenti nel campo della teroia e della ricerca: Charlotte Malterre-Barthes, Jack Self, Lydia Kallipoliti, Mario Carpo, Philippe Rahm, Rahul Mehrotra y The Architecture Lobby.

A rendere più interessanti i momenti di dibattito la figura dell’Antagonista Critico. I primi a confermare la propria partecipazione in questo ruolo sono Enrique Walker, Giovanna Borasi, Juan Herreros, Marina Otero, Philip Ursprung, Sana Frini.

 

Le tre ciminiere, ph. ©Arnau Rovira

 

Principale punto di incontro del congresso mondiale dell’Uia sarà l’ex-centrale termica di Sant Adrià de Besòs, luogo emblematico tra i siti post-industriali dell’area metropolitana di Barcellona attualmente oggetto di un progetto di riqualificazione ma reso già accessibile al pubblico con interventi di ristrutturazione minori in occasione di Manifesta 15. Direttamente collegato a Les Tres Xemeneies in 20 minuti di tram, il Disseny Hub Barcelona (DHub) in Plaça de les Glòries, e il terzo sarà il centro congressi internazionale progettato da Josép Lluís Mateo e aperto nel 2004 in occasione del Fòrum Universal de les Cultures.

 

Interno del Disseny Hub. Ph. ©Lourdes Jansana

 

Tra gli altri luoghi della capitale catalana dove si svolgeranno eventi pubblici anche legati alla designazione Unesco di Barcellona capitale mondiale dell’Architettura 2026, il castello di Montjuïc e la Sagrada Familia.

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