COIMA CITY LAB, UN THINK TANK PER GLI SPAZI URBANI

L’esempio è la stracitata High Line a New York: un progetto partito da associazioni di cittadini che si sono fatti promotori di istanze di riqualificazione del vecchio tracciato ferroviario coinvolgendo Diller Scofidio+Renfro, uno degli studi di architettura internazionali più sensibili alla qualità dell’architettura come strumento di rigenerazione degli spazi urbani nel loro insieme. 

Quel progetto è diventato un’attrazione turistica, a vantaggio di tutta la città, ha valorizzato le proprietà circostanti e ha contribuito alla promozione dello sviluppo miliardario – tuttora in corso – di Hudson Yards. 

Oggi Elizabeth Diller, con Stefano BoeriGregg Jones (Pelli Clarke Pelli Architects), Lee PolisanoCarlo RattiCino Zucchi e il senior management di Coima entra nel comitato di Coima City Lab, il think tank recentemente annunciato da Manfredi Catella, amministratore delegato di Coima, con l’obiettivo di svolgere un ruolo strategico nel tracciare le linee guida per la creazione degli spazi urbani del futuro, sia come contributo culturale allo sviluppo del territorio italiano come risorsa fondamentale del Paese sia naturalmente per i progetti che saranno promossi da Coima. 

Alla conferenza stampa dove è stato presentato il nuovo think tank erano presenti (da sinistra) Stefano Boeri, Cino Zucchi, Manfredi Catella, Antonio Citterio, Patricia Viel e il rettore del Politecnico di Milano Ferruccio Resta

 

Non solo a Milano, dove negli ultimi dieci anni investimenti del valore complessivo di 5 miliardi hanno completamente modificato il volto del quadrante Isola-Garibaldi-Porta Nuova, ma in altre città del Paese – già identificate per il momento Roma e Venezia – e mettendo comunque a disposizione di il know-how maturato (e tuttora in via di sviluppo, 15 sono i progetti già avviati da Coima, primi tra tutti quelli in via Melchiorre Gioia e in via Bonnet) in questi anni. 

Il cantiere di Gioia 22 (qui sorgeva il palazzo dell´Inps) foto courtesy Coima, ©Donato Di Bello

 

Perchè «storicamente siamo entrati nell’epoca delle città come principale infrastruttura del pianeta, e il nostro Paese ha nel proprio territorio una risorsa strategica per il proprio sviluppo. L’architettura sarà motore culturale ed economico» ha affermato Manfredi Catella alla conferenza stampa di presentazione del City Lab.

E Stefano Boeri, facendo notare che le città coprono solo il 3% delle terre emerse ma contribuiscono per tre quarti alle emissioni inquinanti e clima-alteranti, ha aggiunto che «Coima City Lab sarà un’occasione importante di confronto e dialogo per provare a capire e ad affrontare le sfide urbane per l’Italia nei prossimi decenni: rigenerazione urbana, attenzione ai giovani e a tutte le forme di coabitazione, invenzione di nuove forme di spazio comunitario, autosufficienza energetica degli edifici e dei quartieri, integrazione del verde nell’architettura».

Il primo contributo di Coima City Lab sarà presentato durante il Coima Real Estate Forum, l’appuntamento annuale che, giunto all’ottava edizione, si terrà a Milano il prossimo 24 ottobre con il titolo “Italian Outlook & future city development.” 

Lo sviluppo di Porta Nuova, fase 1, completata (in azzurro) e fase 2, in corso (blu)


Presentando il Coima City Lab Manfredi Catella ha annunciato ufficialmente anche il nome del vincitore del concorso internazionale di progettazione per la riqualificazione totale di ‘Gioia 20’, gli edifici già di proprietà del Comune di Milano che Coima ha acquisito di recente: si tratta dello studio Antonio Citterio Patricia Viel

 

Per Gioia 20 e per le altre acquisizioni nell’area – per un totale di oltre 150.000 mq e di 20.000 mq di spazi pubblici – realizzate con l’obiettivo strategico di completare il quartiere di Porta Nuova e di realizzare un corridoio di rigenerazione urbana dalla Stazione Centrale allo Scalo Farini, fino alle aree Expo attraversando la Bovisa, Coima ha avviato inoltre la predisposizione di un masterplan unitario che sarà coordinato da Gregg Jones dello studio Pelli Clarke Pelli Architects – che si è occupato del masterplan di Porta Nuova – assieme a un team qualificato composto da Patricia Viel dello studio Antonio Citterio Patricia Viel, Chris Choa di Aecom, Ibrahim Ibrahim di Portland Design, Jim Burnett dello studio OJBe Andreas Kipar di Land come paesaggisti.

L´edificio ´Gioia 20´ già di proprietà del Comune di Milano. La gara internazionale per la sua riqualificazione è stata vinta dallo studio Antonio Citterio Patricia Viel. Sul fondo, Porta Nuova e il parco della ´biblioteca degli alberi´ (foto courtesy Coima, ©Donato Di Bello)

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