Colosseo, il progetto di Stefano Boeri Interiors per la piazza del fronte sud

L’elemento più evidente della sistemazione del piazzale del lato sud dell’Anfiteatro Flavio sono sicuramente i 44 elementi estrusi, alti 40 cm e leggermente sollevati da terra che, basandosi sulle impronte lasciate dai blocchi antichi, suggeriscono le due file di pilastri che in antico sostenevano le volte della copertura dei perduti ambulacri del fronte meridionale e ora fungono da sedute.

 

Ph. Simona Marrone, courtesy Parco Archeologico del Colosseo

 

Ma l’operazione progettuale condotta dallo studio Stefano Boeri Interiors è più ampia e si collega alla campagna archeologica condotta a partire dal 2020 dal Parco Archeologico del Colosseo con fondi di compensazione delle opere della Metro C (delibera Cipe n. 67 del 2019), con un’indagine archeologica volta al ripristino delle quote originarie, alla ricostruzione del corretto disegno della crepidine – ovvero il doppio gradino perimetrale che definisce il basamento e funge da limite architettonico tra il monumento e la piazza – e dell’ingombro degli ambulacri crollati, nonché a migliorarne la lettura e la pubblica fruizione.

Per raggiungere questi risultati è stato eseguito un ribassamento controllato delle quote della piazza fino alla quota di circa un metro nei pressi del fornice sud, permettendo l’emersione di due alzate costanti di 19 cm e di una pedata di 38 cm.

I sampietrini della piazza – una superficie complessiva di 3.130 mq – sono stati sostituiti con lastre di Travertino Classico della Cava del Barco di Tivoli, tagliato in falda per assicurare continuità materica e cromatica con le preesistenze originali. La posa delle lastre, scandita da un casellario a fasce alternate che assorbe le variazioni geometriche imposte dalla curvatura, esplicita la trama radiale che governa l’intero organismo monumentale: le lastre, di morfologia trapezoidale a geometria variabile, sono allineate lungo gli assi ottici dei fornici, orientando lo sguardo verso il monumento.

 

Lo stato del gradino perimetrale del fronte sud e della piazza prima dell’intervento (ph. Simona Marrone, courtesy Parco Archeologico del Colosseo.

 

Tra i fornici 65 e 71 la pavimentazione si interrompe per lasciare una finestra archeologica che scende fino alla quota di 21,32 metri sul livello del mare, consentendo la visione delle fondazioni e delle stratificazioni storiche.

 

La “finestra” archeologica lasciata tra i fornici 65 e 71 raggiunge un profondità di circa 9 metri (ph. Simona Marrone, courtesy Parco Archeologico del Colosseo)

 

Il progetto ripropone inoltre – incisa su lastre a terra – la numerazione degli ingressi all’anfiteatro che in epoca antica era incisa sulla sommità degli archi, scomparsa con il crollo degli ambulacri sul fronte meridionale.

 

Lastre di travertino di 120×60 cm ripropongono a terra le numerazioni degli ingressi originariamente poste sopra le volte (ph. Simona Marrone, courtesy Parco Archeologico del Colosseo).

 

Il lavoro di controllo e ripristino delle quote originarie del monumento, oltre a restituire leggibilità all’impronta dell’Anfiteatro Flavio e al suo basamento geometrico, ha consentito altresì di riconsiderare il sistema di smaltimento delle acque meteoriche. La ridefinizione altimetrica della piazza ha infatti permesso di analizzare e perfezionare il deflusso delle acque piovane, calibrando pendenze e raccordi in modo coerente con l’impianto del monumento. Ne deriva uno spazio pubblico più ordinato dal punto di vista idraulico e più fruibile per i visitatori, dove la gestione delle acque diventa parte integrante del progetto di suolo.

«La riforma del piazzale sud dell’anfiteatro Flavio ha finalmente restituito la percezione della dimensione originale del monumento e della sua quota di calpestio – afferma Stefano Boeri – offrendo al contempo al pubblico la possibilità di avvicinarsi alle sue mura e di immaginare il ritmo e la sequenza degli ambulacri e dei fornici oggi perduti. Un progetto rispettoso e insieme utile che completa la ricerca portata avanti con intelligenza e cura dagli archeologhi del Parco archeologico del Colosseo».

«Attraverso l’astrazione architettonica dei pilastri di sostegno degli ambulacri mancanti, l’intervento rievoca il sistema dei passati accessi agli spazi interni del monumento. Un’azione corale arricchita da una molteplicità di voci, sostenuta dai contributi di archeologi, ricercatori, architetti e partner tecnici» conclude Giorgio Donà, partner di Stefano Boeri Interiors.

Ph. Simona Marrone, courtesy Parco Archeologico del Colosseo

Crediti

Committente Ministero della Cultura (capo dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale Alfonsina Russo); Parco Archeologico del Colosseo (direttore del Parco Simone Quilici)

Studio di progettazione Stefano Boeri Interiors

Responsabile Unico del Progetto Federica Rinaldi

Direttore dei Lavori Barbara Nazzaro

Direttore operativo per gli aspetti di restauro Angelica Pujia

Direttore operativo per gli aspetti archeologici Federica Rinaldi, Elisa Cella, Astrid D’Eredità

Supporto al Responsabile Unico del Progetto e al Direttore Lavori Lorenzo Magno (Ales) 

Assistenza archeologica durante lo scavo e il nuovo allestimento Maria Rosaria Borzetti, Dario Rose, Margherita Zannini

Supporto al RUP, direzione operativa architettonica e contabilità dei lavori A. Palmieri Ingegneri e Architetti associati

Coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione SQS Ingegneria Srl

Impresa esecutrice RTI Impresa Ingg. Mario e Paolo Cosenza Srl;  Es Srl Progetti e Sistemi

Direttore tecnico di cantiere Ing. Paolo Cosenza

Assistenti tecnici di cantiere Arch. Guido Cortese, arch. Marco Pierazzi, dott. Davide De Giovanni

Capo cantiere e Preposto Leone Faiola

Sponsor materiali Mapei

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